Tazacorte e il porto che non decolla

Inaugurato nel 2002, il porto di Tazacorte dopo 16 anni di attività e un investimento complessivo di 68 milioni di euro, oggi è un luogo pressoché abbandonato, tanto da spingere il sindaco della città, sostenuto dai comuni di Tijarafe, El Paso, Los Llanos e Puntagorda, di richiedere al Gobierno delle Canarie un aiuto per rimettere in uso una struttura che era stata progettata come strategica e predisposta ad accogliere grandi navi da carico e passeggeri.

Lo studio presentato al Gobierno espone di fatto la necessità di riattivare il porto al fine di triplicare il numero attuale dei posti di lavoro diretti e indiretti, sia della struttura che delle attività satellite.

Inaugurato nel 2002 con un investimento di 20 milioni di euro, tredici anni dopo il porto è stato esteso con un investimento di 48,8 milioni di euro realizzando una diga verticale per avere una linea di ormeggio maggiore, ma al di là di ricevere piccole imbarcazioni e accogliere Naviera Armas per due edizioni di Isla Bonita Festival, ora è un luogo deserto e utilizzato dai residenti per praticare sport o portare i bambini a fare un giro in bicicletta lungo il suo molo.

Dalla sua inaugurazione ad oggi nessuna delle grandi navi per cui si sono rese necessarie le migliorie è arrivata a Tazacorte, ragione per cui il sindaco ha deciso di richiedere un nuovo investimento di denaro pubblico per estendere la diga e tentare ancora una volta di rinvigorire il comparto economico, sviluppando nel contempo una politica occupazionale per i giovani, ora costretti ad andarsene per mancanza di lavoro.

Fatta eccezione per l’esperienza vissuta durante Isla Bonita Festival e due imbarcazioni di lusso con a bordo 200 passeggeri, il porto non è più stato attivo e di fatto è rimasto escluso dal traffico delle grandi crociere che attraversano l’Atlantico.

Jessica Gnudi