SPIGOLATURE settembre 2018

Edvard Munch. Harpy, 1899

ENTRONAUTA

La Burocrazia è una parola che rattrista. Avvolge l’uomo, consapevole che lo renderà come sentirsi tradito e beffato da un’amante, preso in giro, deriso e infine divorato. La Burocrazia con le sue leggi (e le sue tasse), i suoi cavilli, i suoi formalismi, i suoi fanatismi è una parola che da sempre ci rapina.

Senza sosta, oggi, siamo invasi da questo mostriciattolo impietoso, intollerante, ignorante; robot la cui unica cultura è o bianco o nero. Per lui siamo numeri e come tali soggiogati dal non poter scegliere, dialogare, spiegare, reclamare, disapprovare.

Come per noi un numero, diciamo il 17, è un 17 e lui (il numero) non potrà mai convincerci che magari è un 16 o un 18 ma appunto, per noi, è un 17 e basta, lo stesso fa la burocrazia nei nostri confronti.

Alcuni mi dicono che è senza pietà, ma io penso che anche non avere pietà è comunque un sintomo di vita; lei no! È come una pietra, che se ne sta’ lì per farti inciampare ma non sa neanche cosa vuol dire inciampare.

Ogni tanto ci balena il pensiero che se cambiassimo paese e andassimo in un posto più semplice, meno rigoroso, meno cavilloso, forse avremmo la possibilità di liberarci da questo giogo o perlomeno che potremmo vivere con meno oppressione.


Certo vi è sempre un po’ di follia nel voler cambiare, ma vi è sempre anche un po’ di ragione nella follia.

Certamente le Canarie hanno, in parte, questa caratteristica, meno soffocante rispetto al nostro paese.

Però si sa, “tutto il mondo è paese” e sicuramente anche nelle isole dobbiamo lottare contro alcune assurdità del potere. Anche se ne notiamo di meno, anche se sono meno insopportabili.

Forse la soluzione al nostro panico, creato dalle leggi funesti che viviamo, è diventare un ENTRONAUTA.

Dobbiamo andare nelle “Canarie interiori” cioè avere sempre meno rapporti con i regolamenti specie se burocratici.

Alcune leggi sono state create solo perché qualcuno ha fatto “il furbo”, è vero, ma ormai sono diventate centinaia e centinaia e travolgono solo e sempre chi furbo non lo è.

Quindi la soluzione per non farsi coinvolgere non è tanto espatriare ma “espatriare dentro”, Entronauti appunto. Creare dentro di noi un’isola dove vivere senza orpelli, senza farci trasportare dagli eventi, spezzando la routine che ci illude di essere aiutati.

E che il dio Mercurio, buffone metallico, Dio protettore dei viaggi e dei viaggiatori, ci aiuti in questo compito.

Come chi un giorno mi disse: “Ho visto nel bosco due strade e io scelsi quella di mezzo”.

Andrea Maino

Opera

Edvard Munch. Harpy, 1899