Il flusso dei pensionati alle Isole Canarie

Il fenomeno dell’emigrazione degli italiani all’estero è un evento che negli ultimi quindici anni si è andato consolidando con una frequenza man mano crescente.

Il flusso migratorio attuale, indicato come Nuova Emigrazione, è dovuta principalmente alle difficoltà economiche della popolazione che si sono evidenziate con l’arrivo della grande recessione e della conseguente crisi economica che ha interessato tutta l’economia planetaria a partire dal 2008.

Questo terzo fenomeno emigratorio, paragonato agli altri precedenti, ha una consistenza numerica inferiore, interessa principalmente i giovani che non trovando la loro realizzazione nel proprio Paese, tentano la fortuna all’estero e spesso con risultati lusinghieri (fuga di cervelli).

Tuttavia, un’altra categoria di emigrati va aumentando in modo statisticamente significativo: quella dei pensionati.

Il giovane attore e regista Mattia COLOMBO, diplomato all’Accademia dell’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano, insieme al coreografo ed ex ballerino Rai, Pier Vittorio AGNELLI, oggi Direttore della Scuola “Arti sceniche” di Milano, hanno scelto le isole Canarie per la produzione di un documentario il cui tema riguarda l’affluenza degli italiani all’arcipelago canario, con particolare riferimento alla categoria dei pensionati.

Il regista Mattia COLOMBO ha accumulato notevole esperienza avendo lavorato con:


  1. Enzo Scala, regista, attore e attualmente Direttore del Centro Superiore di Arte Drammatica delle isole Canarie;
  2. Jean Claude Penchenat, attore francese;
  3. Mimmo Sorrentino, docente del “Teatro partecipato” presso la scuola “Paolo Grassi” di Milano;
  4. Protagonista del film Mediaset “Non smettere di sognare 2”.

  

Per questo lavoro, che vedrà la luce nel 2019 – così almeno è stato programmato – è stata scelta l’associazione A.P.I.C.E. (Associazione dei Pensionati Italiani e Connazionali all’Estero) il cui Presidente Giuseppe BUCCERI, fondatore dell’associazione medesima si è reso disponibile per fornire tutti gli elementi necessari e utili affinché il servizio possa essere realistico ed indicare, una volta per tutte, la verità sulla vita nelle isole Canarie.

Il lavoro indomito di Giuseppe BUCCERI lo ha portato alla ribalta come personaggio dai sani principi morali, instancabile lavoratore sempre alla ricerca della difesa per i più deboli ed all’affermazione della giustizia.

Altro importante supporto che potrà sicuramente aiutare la realizzazione del lavoro è il periodico Leggo Tenerife, un periodico mensile che riporta, in italiano, tutto quanto accade nell’arcipelago e rappresenta un efficace collegamento con la Madre Patria, riportando anche le notizie italiane più rilevanti.

Su Leggo Tenerife, alla domanda: “come mai avete scelto le Canarie come meta per questa nuova avventura cinematografica” la risposta è stata:

Da qualche anno si parla di delle Isole Canarie come meta di molti giovani e soprattutto pensionati che decidono, a malincuore,  di lasciare la loro Patria.

Questo ci ha fatto scattare la molla, soprattutto per capire quale è la ragione principale di questa scelta da parte di Italiani.

Dalle notizie e da quello che abbiamo potuto constatare di persona, a parte il clima, che pensiamo sia tra i più favorevoli in Europa, la vita non è cosi economica come spesso viene percepito in Italia da TV e quotidiani.

Anzi per alcuni aspetti abbiamo trovato i prezzi un po’ altini.

Quindi il nostro documentario dovrà servire anche a far capire che tutto ciò che si dice e si sente non è al 100% veritiero.

Con 700/800 euro non si può fare una tranquilla e dignitosa vita, almeno per le zone che fino ad oggi abbiamo visitato.

Durante il nostro sopralluogo, abbiamo avuto l’impressione che vivevamo in paesi turistici italiani.

Moltissimi italiani abbiamo incontrato.

Grande ospitalità anche dagli spagnoli, carini e simili a noi per cortesia e simpatia”.

Una nota di chi scrive: per realizzare un documentario che sia veritiero è anche necessario considerare le altre zone dell’isola non prettamente turistiche.

I paesi dove vive la popolazione autoctona, per esempio, sono paesi dove la vita costa ancora meno rispetto a quelli di natura prettamente turistica e la vita con 600-700 euro al mese non è impossibile.

Quindi, approfondire e non fermarsi solo alle zone dove, naturalmente, come in tutti i luoghi turistici del mondo i prezzi lievitano sensibilmente.

Diamo, in conclusione, merito e ammirazione per l’iniziativa dell’equipe che abbiamo precedentemente presentato, assicurando la nostra totale partecipazione attiva per fornire tutte le informazioni e aiuti in nostro potere per poter realizzare un documentario chiarificatore e utile ai nostri concittadini che vogliono trasferirsi in questo splendido arcipelago.

        Dr. Stefano DOTTORI