Il criminale è l’elettore!

Che lo Stato sia ladro e criminogeno è assodato, ma il vero criminale è l’elettore.

Caro elettore sei tu, non c’è dubbio, il criminale incosciente e ingenuo. Tu voti, e non ti accorgi di essere vittima di te stesso.

Non hai ancora avuto abbastanza prove che i deputati che promettono di difenderti sono bugiardi e incapaci, come tutti i governanti del mondo, presenti e passati? Tu lo sai e te ne lamenti!

Tutti i governanti hanno lavorato, lavorano e lavoreranno esclusivamente per i loro interessi, per la loro casta e per le loro clientele. Dove è stato diversamente? Come potrebbe essere altrimenti?

Fino a quando non avrai compreso che spetta a te produrre e vivere a modo tuo, finché pazienterai per paura e continuerai a creare tu stesso politici e dirigenti, nella convinzione che le autorità sono necessarie, sappi bene che i tuoi delegati e i tuoi eletti vivranno del tuo lavoro e della tua stupidità.

Tu ti lamenti di ogni cosa! Ma non sei forse tu stesso il responsabile delle mille piaghe che ti divorano? Ti lamenti delle tasse, della sicurezza, dell’economia, della giustizia, delle amministrazioni, delle leggi, dei ministri, del governo, dei grandi finanzieri, degli speculatori, delle banche, dei funzionari, del lavoro , dei preti. Ti lamenti, ma sei tu a votare il mantenimento del sistema in cui vegeti.


Talvolta ti ribelli, ma poi ricominci immancabilmente.

Eppure sei tu che produci ogni cosa, che lavori e semini, che forgi e tessi, che plasmi e trasformi, che costruisci ricchezza. Perché allora, non sei padrone di te stesso?

Tu produci tutto e non possiedi niente! Tutto viene da te e tu non sei niente.

Mi sbaglio. Tu sei l’elettore, il votante, colui che accetta di essere vessato, colui che con la scheda elettorale ratifica tutte le sue miserie, colui che votando consacra tutte le schiavitù.

Sei tu stesso il tuo carnefice. Di che ti lamenti? Tu sei un pericolo per gli individui liberi. Tu sei un pericolo esattamente come i tiranni, come i politici che tu crei, che eleggi, come lo Stato che sostieni, che difendi con la tua forza bruta, che esalti con la tua ignoranza, che legalizzi con la tua scheda elettorale, e che ci imponi con la tua imbecillità. Tu non vuoi, e dunque non puoi, essere libero.

Ma sì, vota pure. Abbi fiducia nei tuoi rappresentanti, dai credito ai tuoi eletti. Ma finiscila di lamentarti. Tu stesso ti sei imposto il giogo che stai subendo. Sei tu a commettere i crimini che stai subendo. Sei tu il criminale e al tempo stesso sei tu la vittima.

Elisabetta Scarpelli