Affitti turistici, cosa dicono i tribunali e come si muovono gli Ayuntamientos

Alcune decisioni dei tribunali dell’Arcipelago in materia di affitti turistici hanno di fatto cominciato a mettere in discussione la validità del decreto che vieta l’autorizzazione allo svolgimento di questa attività ricettiva nelle cosiddette zone turistiche, uno degli aspetti più controversi della normativa e che era già stata oggetto di polemiche e fallimento in sede TSJC.

Il tribunale del Contenzioso Amministrativo numero 5 di las Palmas di Gran Canaria, ad esempio, ha dato ragione al proprietario di una casa vacanze che in precedenza si era visto negare dal Cabildo di Lanzarote il consenso a registrare la sua proprietà nel registro insulare poiché situata in zona turistica.

Il caso, seguito dall’avvocato Eileen Izquierdo, si aggiunge ad altri casi simili che si sono risolti con la vittoria dei proprietari di appartamenti a Fuerteventura, confermate dalla Ascav, con l’argomentazione secondo la quale il decreto regionale entrerebbe in conflitto con i regolamenti comunitari e in particolare con la direttiva Bolkestein; in caso di conflitto, a prevalere è la direttiva dell’Unione Europea.

La bozza del nuovo decreto canario in materia di affitti turistici prevede il mantenimento del divieto  dell’esercizio di tale attività nelle zone turistiche, salvo diverse decisioni da parte di cabildos o ayuntamientos che, in virtù della nuova normativa, sono investiti del potere di poter contemplare delle eccezioni.

Lo scenario quindi da complesso si è trasformato in confuso, laddove tribunali rigettano i divieti imposti dalle normative e Ayuntamientos turistici contravvengono, secondo normativa, chiedendo però nel contempo al Gobierno una definitiva rielaborazione del progetto di decreto.

Il sindaco di San Bartolomé de Tirajana Marco Aurelio Pérez, del PP, ha recentemente affermato che il progetto di decreto presentato dall’Esecutivo che vieta gli affitti nelle aree turistiche, con l’eccezione di quelle per le quali cabildos e ayuntamientos ne chiedano la revoca, di fatto non soddisfa alcuno.


Egli ha chiesto pertanto, a nome di tutti i comuni turistici, che il Gobierno definisca una volta per tutte in maniera chiara e concisa la tipologia ricettiva della casa vacanza; Pérez, che ha richiesto inoltre che l’affitto turistico possa di norma esistere nelle zone turistiche, con esclusione delle zone sottoposte a criterio di unità di sfruttamento, ha presentato le proprie conclusioni alla prima conferenza dei Municipi Turistici delle Canarie, sostenendo un nuovo modello di turismo basato sulla qualità e sulla differenziazione.

Solo in questo modo, afferma, le Canarie saranno in grado di rispondere al cambiamento epocale che sta vivendo il turismo, migliorando nel contempo la qualità delle strutture ricettive.

Il sindaco ha chiesto inoltre al Gobierno di riformare i piani occupazionali e di formazione per garantire una forza lavoro preparata e di adottare nuove infrastrutture che consentano l’implementazione del 5G e quindi lo sviluppo innovativo.

Nello specifico è stata concordata la richiesta di un piano di infrastrutture turistiche su ciascuna isola dell’Arcipelago e la creazione di 7 importanti aree turistiche coordinate tra loro nella gestione per evitare, ad esempio, una ridondanza in termini di infrastrutture.

Secondo i comuni turistici, è inoltre di fondamentale importanza avere un programma di sostenibilità che si occupi di gestione rifiuti, oltre a godere di un sistema fiscale che consenta ai comuni di essere competitivi poiché, secondo il sindaco Pérez, in rapporto a quanto contribuiscono essi non ricevono nemmeno un decimo delle somme versate.

In tal senso è stato chiesto che si proceda alla promozione di un finanziamento e di una fiscalità equi per il settore, con una relazione più equilibrata tra risorse derivanti dal turismo e finanziamenti/investimenti che questo riceve.

La dichiarazione presentata alla prima Conferenza dei Municipi Turistici delle Canarie segnala che lo sviluppo della Ley del Suelo e la riforma della Ley del Turismo debbano perseguire una crescita sostenibile basata su migliorie in termini di qualità e di legalità degli alloggi turistici, senza dover tirare in ballo ogni volta i tribunali per addivenire ad una soluzione per ogni singolo caso.

Il settore del turismo deve poter continuare a essere il volano di tutte le altre economie delle isole che, per effetto della crescita del primo, a loro volta subiranno degli incrementi e un processo di modernizzazione ormai necessario.

La dichiarazione è stata firmata congiuntamente dai sindaci di San Bartolomeo de Tirajana, di Mogán, di Arona, Adeje, Guía de Isora, Puerto de la Cruz, Pájara, Antigua e La Oliva.

Bina Bianchini