Ancora alloggi turistici, quanto spendono e quanto guadagnano i proprietari

Gli alloggi turistici, e conseguentemente i loro proprietari, sono oggetto ormai da tempo di polemiche controverse, non sempre giustificate per mancanza di conoscenza di tutto quello che riguarda questa nuova forma di modalità ricettiva.

Il prezzo medio dell’affitto in Spagna ha subito un aumento del 15% durante la prima metà dell’anno rispetto ad analogo periodo dell’anno precedente, un dato che ha scatenato un allarme e che ha già fatto parlare gli esperti di fenomeno bolla dell’affitto.

Il boom delle vacanze sta causando un aumento eccessivo dei prezzi in generale, il che rende più proficuo e vantaggioso acquistare una casa e pagare un mutuo, anziché affittare un alloggio.

Tuttavia Joseba Cortázar, direttore della comunicazione di HomeAway, nota piattaforma on line al pari di Airbnb, sostiene che tutta la colpa non deriva dalla nuova modalità ricettiva.

Pur ammettendo un ritorno significativo per i proprietari di alloggi turistici, soprattutto in aree come Costa Adeje dove possono arrivare a guadagnare fino a 14.000 euro durante i mesi estivi, Cortázar sottolinea che il 51% dei proprietari di una casa vacanza investe un minimo di 4.000 euro per apportare migliorie nelle strutture e che il 60% ogni anno ristruttura gli alloggi.

Inoltre la maggior parte dei locatori possiede una sola casa vacanza, utilizzata per arrotondare i guadagni del primo lavoro.


La pressione dei prezzi di questa nuova forma di alloggio è minima in relazione al numero di case vuote, afferma Cortázar, e il Gobierno dovrebbe sviluppare regolamenti che siano in grado di offrire sicurezza legale e un equilibrio corretto dell’offerta, soprattutto ora che la domanda della case vacanza è in aumento perché molte famiglie, diversamente, non potrebbero permettersi un soggiorno in albergo.

L’interesse generale in buona sostanza dovrebbe prevalere sugli interessi specifici di un settore e occorrono leggi pensate per ogni servizio offerto.

Del resto, conclude Cortázar, l’hotel non offre gli stessi servizi di una casa vacanza e viceversa.

Stefano Ferilli