Il turismo delle Canarie ha chiuso il 2017 con un introito pari a 15.573 milioni di euro e un’occupazione pari a 326.000 posti di lavoro, consolidando un trend di crescita che dura ormai da 7 anni e che ha permesso di compensare il crollo di altri settori quale quello edile.

I dati, raccolti da Exceltur e presentati in una conferenza stampa dal Presidente delle Isole Canarie Fernando Clavijo, unitamente al ministro del Turismo Isaac Castellano e il Presidente e Vice Presidente di Exceltur José María González e José Luis Zoreda, rivelano un aumento del 6,3% degli introiti derivanti dal turismo rispetto all’anno precedente.

Il turismo, sia diretto che indiretto, rappresenta il 35,2% del PIB delle Canarie, quasi un punto in più rispetto al 2016, mentre l’occupazione ha raggiunto una percentuale pari al 40,3%.

In totale per ogni 100 euro che entra grazie al turismo, ve ne sono 50,6 che vanno ad altri settori, così come per ogni 100 posti generati, 36,4 sono nati in ambiti complementari.

Il fatturato del 2017 rappresenta un record nella storia dell’Arcipelago e stacca di 774 milioni di euro quello del 2010, con un contributo al gettito fiscale di 2.349 milioni di euro, il 35,3% del totale, ricevendo a sua volta il 9,3% della spesa pubblica.

L’impatto invece dei viaggi interni alle isole ha superato i 2 miliardi di euro, vale a dire l’11,7% in più rispetto al 2016.


Il presidente di Exceltur ha insistito sul fatto che il 2018 sarà l’anno del cambiamento nel settore del turismo dopo la crisi economica e il declino di alcune destinazioni concorrenti e rappresenterà il punto di non ritorno dopo il quale avverrà un decremento in termini di volumi di flusso turistico.

A tal proposito egli ha invitato tutti i presenti a riflettere sulla creazione di un nuovo modello di successo per il quale, ha precisato, determinanti saranno gli investimenti, le partnership pubblico private e un atteggiamento propositivo verso le nuove esigenze del turismo.

Ciò che già da subito si può attuare sono le correzioni dei ritardi amministrativi che hanno bloccato molti progetti sulle isole, come ad esempio quello della società Loro Parque relativo a Gran Canaria, e il supporto concreto a mete turistiche ancora in evoluzione come Puerto de la Cruz.

Nascondersi dietro alla progressiva perdita dei turisti, fisiologica e sintomo del cambiamento di un ciclo, non serve a nulla, occorre invece aumentare la consapevolezza nei cittadini che il turismo è fondamentale per le isole quale distributore di ricchezza e che non deve quindi essere vissuto come limitativo delle proprie abitudini.

Zoreda, di Exceltur, ha poi sottolineato che prima o poi gli effetti del Brexit saranno visibili e che quindi è più che mai necessario ora migliorare l’offerta per aspirare a un segmento di clientela più ristretto ma in grado di generare più valore, ampliando la gamma con gastronomia, escursionismo nella natura e attività sportive.

di Ilaria Vitali