Se non fosse stato per un escamotage britannico, forse oggi non parleremmo dell’ora di Greenwich bensì dell’ora spagnola delle Canarie, arcipelago dove, precisamente a El Hierro, si situerebbe il meridiano zero.

Nel 1526 Juan Vespucci ubicò il meridiano zero a Gran Canaria e nel 1634 il cardinale Richelieu lo spostò a El Hierro, ma fu solo nel 1884 che l’Occidente decise che tutti gli orari del mondo fossero governati da Greenwich, durante il Congresso Internazionale del Meridiano tenutosi a Washington.

La decisione arrivò dopo molti dibattiti e l’impiego di metodi come i calcoli delle fasi lunari, ma i 26 paesi che determinarono l’elezione di Greenwich non vennero intaccati dalla realtà di un osservatorio astronomico che, a causa delle perenni condizioni climatiche, non poteva essere operativo.

Ma il Regno Unito, nascondendo i dati del maltempo, riuscì a portare a casa il meridiano zero.

Tecnicamente oggi il meridiano non è più a Greenwich per ovvi motivi, bensì dal 1946 è situato nell’osservatorio, funzionante, di Herstomonceux nel Sussex e l’Ufficio Internazionale dell’Ora si trova dal 1919 a Parigi.

Quella del meridiano zero è una battaglia che inizia nel 1675, quando gli inglesi realizzarono l’osservatorio di Greenwich con il preciso intento di determinare le ore di tutto il mondo; nel 1676, a dispetto del fatto che fino a quella data il meridiano zero si trovava a El Hierro, i britannici cominciarono a costruire basi scientifiche non supportate da realtà per strappare alla Spagna il controllo sul tempo.


Una tipica arroganza in stile imperialista, affermò Elisée Reclus, geografo e anarchico francese, e secondo Tour Melia, direttore del prestigioso Museo Storico Militare di Almeyda dell’Esercito di Terra di Tenerife, Greenwich aveva il solo vantaggio di disporre di un osservatorio astronomico, creato per ordine reale del 4 di maggio del 1675, messo in funzione da John Flamsteed nel 1676, ma di fatto non operativo a causa della perenne coltre di nubi che lo avvolgeva.

Quanto alle Canarie, tra i numerosi documenti storici spicca quello realizzato da Juan Vespucci e ora conservato nella Hispanic Society di New York, risalente al 1526 e nel quale si affermava che il meridiano zero passava esattamente per il centro dell’isola di Gran Canaria, ovvero a Roque Nublo, a Tejeda.

In seguito i francesi, interessati al commercio al nord delle Canarie, spostarono il meridiano a El Hierro.

Sulla mappa di Vespucci si nota l’influenza dell’accordo tra i Re Cattolici e Re Juan di Portogallo, per il quale decisero a Tordesillas nel 1494 la suddivisione del mondo, individuando in El Hierro un meridiano, alle isole Molucche un altro meridiano e un terzo nell’oceano Indiano, tra India e penisola arabica.

La cosiddetta Raya de Tordesillas che interessò la Spagna e il Portogallo, passava di fatto tra Fuerteventura e Gran Canaria, come indicato nella mappa generale di Sancho Gutiérrez siglata a Siviglia nel 1551.

Nella Biblioteca Nazionale di Vienna esiste una mappa che segnala che Tolomeo iniziò a contare i gradi di longitudine verso l’Oriente a partire da Fuerteventura; nel 1564 una nuova mappa indica invece il meridiano zero tra Tenerife e Madeira, ubicazione confermata poi nel 1569 da Mercator nella sua carta geografica stampata a Duisburg.

Lo stesso atlante di Cresques Abraham indica che il meridiano zero si trova a El Hierro e nel sedicesimo secolo Jean de Bethencourt, di origine francese, ubica questo meridiano a La Palma, come analogamente fece nel 1506 Fernández e nel 1595 Abraham Ortelius.

Il 25 aprile del 1634 il cardinale Richelieu tenne un incontro a Parigi con i più grandi matematici dell’epoca, concordando che il primo meridiano fosse situato nella parte più occidentale delle Canarie, cosa poi confermata dal re di Francia Luigi XIII.

Molti storici vedono in quella disposizione di carattere scientifico, un motivo politico nascosto e finalizzato a liberalizzare la navigazione e il commercio al nord del Tropico del Cancro e a est del primo meridiano, lasciando l’area a est e a sud sotto il controllo di Spagna e Portogallo che, all’epoca, erano unite da una stessa corona.

Nel 1656 il geografo Nicolas Sanson d’Abbeville realizzò una mappa adattandola agli interessi francesi, poiché essi, tacitamente, utilizzavano come meridiano niente meno che Parigi; nel 1666 i francesi tentarono una spedizione scientifica alle isole delle Canarie, prontamente negata dalla corona di Spagna.

Ma fu poi nel 1724 che un religioso, Feuillée, affermò che il meridiano zero si trovava assolutamente a El Hierro, come dimostrato dai suoi studi utilizzando come base il picco del Teide.

Gli olandesi usarono quindi un meridiano che attraversò Tenerife dal picco del vulcano e a El Hierro gli ingegneri militari collocarono lo stesso a La Dehesa e non a La Restinga.

Insomma quel che è certo è che il meridiano zero fino ad un certo punto fu individuato nell’Arcipelago delle Canarie, dove probabilmente doveva stare se non fosse stato per la decisione presa durante la Conferenza di Washington, dove a votare contro Greenwich fu Santo Domingo, mentre astenuti risultarono Francia e Brasile.

Addirittura la Francia non adottò il meridiano di Greenwich fino al 1911.

di Ilaria Vitali