Considerazioni di un amico che vive negli U.S.A.

In questi giorni sono a casa da solo, mia moglie ha dovuto correre a Taiwan da sua madre per cui a pranzo cerco scorciatoie.

Mi sono fatto un panino con la bologna e sono andato a mangiarmelo sul terrazzo.

Lì da solo osservavo questo panino che mi avrà dato 700-800 calorie.

Era veramente economico, una bella pagnotta che ho messo per qualche minuto nel fornetto e qualche fetta di bologna.

Che valore potrà avere?

Ridicolo, la bologna è fatta con i peggiori scarti del maiale.


Eppure è buona.

A sera ho un amico che viene a cena, ho comprato da Costo delle belle costole (o costine a seconda di dove abitate in Italia) di maiale a meno di due dollari la libbra, vuole dire circa 3.60-3.70 euro al Kg.

Un po’ di pomodori del mio orto, una bottiglia di Aglianico e mangeremo come due re.

Ma come può il cibo costare così poco?

La nostra società riesce a sfamare bene miliardi di persone eppure le danno tutti contro.

Queste cose che vi ho descritto sono prodotte qui in USA da grosse aziende e quindi senza avvantaggiarsi di “schiavi” in posti sperduti nel mondo.

Oggi tutti hanno l’acqua corrente, quasi tutti un mezzo di trasporto, anche una piccola autovettura ma la gente non è mai contenta.

Anni fa visitai la reggia di Spagna a Madrid ed il bagno del re aveva due rubinetti palesemente diversi.

Chiesi il motivo visto che il bagno era così bello e mi spiegarono che l’acqua calda fu un’aggiunta molto recente. Quindi un 100-200 anni fa nemmeno il re di Spagna aveva le comodità che ha oggi un operaio della Fiat e non fatemi iniziare con computers, TV4K e cellulari.

Qualunque persona ha tra le mani un sofisticato mezzo di comunicazione che nemmeno la CIA aveva 30 anni fa.

La internet permette al più incolto di studiare cose pazzesche che un tempo erano accessibili a pochissimi.

Tutto questo ci è stato dato dal capitalismo, ma non va bene, dobbiamo distruggerlo e sostituirlo con un sistema che ha generato solo morte, povertà e disperazione e poi ditemi che i comunisti non sono al servizio del diavolo.

Gabriele Sartori