Un piano per la creazione di 50.000 posti di lavoro nel turismo

La AMTC, la Asociación de Municipios Turísticos de Canarias, ha segnalato in un rapporto redatto recentemente, che è basilare convincere i datori di lavoro che una società che si fonda sul turismo debba avere posti di lavoro di qualità.

L’occupazione nel primo semestre dell’anno e le previsioni dei proprietari degli hotel, che prospettano un calo di turisti nelle Canarie a breve, hanno lanciato un’allerta nel comparto circa la possibile rottura di un trend di crescita che dura ormai da 5 anni.

La maggior parte degli esperti concorda sul fatto che gli anni ’80 hanno segnato un cambiamento e che oggi si è di fronte ad una nuova era nel settore del turismo, per la quale occorre essere preparati.

Una delle voci più critiche è proprio quella della AMTC che denuncia l’inerzia tipica del vecchio modello turistico, distante dalle reali richieste del mercato ed ancorata a successi che ormai sono superati.

La svolta, precisa la AMTC, coglierà tutti impreparati, specialmente quelli che non hanno optato di rinnovare le proprie offerte.

Quale sarà quindi l’impatto sul mercato del lavoro del rallentamento del principale motore economico delle Canarie?


Il Segretario di Comunicación de Sindicalistas de Base Manuel Finas, ha affermato con determinazione a nome dell’associazione che rappresenta, che non saranno tollerati i datori di lavoro che utilizzeranno la perdita dei turisti per giustificare l’abbassamento dei salari.

Ha quindi ricordato che gli imprenditori per almeno due anni hanno raddoppiato i profitti e ora non devono che adeguare le offerte per rimanere competitivi sul mercato, ovviamente non a discapito dei propri lavoratori.

Il segretario generale del sindacato, Salvador Vinas, ha riconosciuto che esiste una palpabile preoccupazione da parte degli imprenditori, che avrebbero già cominciato a paventare soluzioni come il congelamento dei posti di lavoro o addirittura i licenziamenti, tutte soluzioni però, sottolinea Vinas, che non rientrano nella logica di un effettivo cambiamento nel mondo della ricettività turistica.

Così facendo, ha precisato, non aiuterebbero certo il comparto ad adeguarsi a nuove richieste e nuove metodologie operative.

Secondo la relazione della AMTC presentata lo scorso mese a Adeje, i dipendenti del settore turistico delle Canarie sono gli stessi di 10 anni fa, con una sola differenza: nel 2007 le isole hanno servito 10 milioni di visitatori, vale a dire 6 in meno rispetto allo scorso anno.

Questo significa che vi è stato un forte aumento della produttività dei lavoratori, senza tuttavia un corrispondente adeguamento salariale.

Gli esperti affermano che è giunto il momento di intraprendere un piano per le Canarie in materia di occupazione per gli anni tra il 2019 e il 2023, che abbia come obiettivo quello di creare oltre 100.000 posti di lavoro di qualità, la metà dei quali nel turismo.

In questo modo l’Arcipelago raggiungerebbe i 350.000 occupati solo nel settore trainante.

Ciò che propone la AMTC in buona sintesi è un patto sociale tra il Gobierno, i comuni, le imprese e i sindacati, e 50.000 posti di lavoro da legare ai necessari processi di modernizzazione e ristrutturazione delle strutture ricettive, oltre che ad altrettanto fondamentali nuovi segmenti di business nel settore.

Le città turistiche in questo modo agirebbero su più fronti per invertire l’attuale, e superato, modello, ampliando le opportunità e rispondendo in maniera efficace alle nuove esigenze di mercato, prima tra tutte quella strutturale e quindi legata a personale qualificato e con conoscenza di più lingue.

AMTC parla quindi di formazione professionale e nel contempo di adeguata retribuzione, affinché tutto l’Arcipelago possa consolidare la propria leadership di meta turistica di eccellenza, a dispetto di eventuali cali fisiologici che si prospetteranno.

di Ilaria Vitali