Casa Fuset

La misteriosa storia di casa Fuset.

Questo mese l’arca del mistero ci fa navigare al nord dell’isola, più precisamente nella zona del Moquinal all’interno del Parque de Anaga.

In questa zona si trova la casa Fuset, con più di un secolo di storia e protagonista di vicende misteriose e sanguinarie. La gente che visita questo luogo racconta di aver sentito fenomeni di diverso tipo, come risate di bambini, spari di arma da fuoco, passi nell’aria e un infinità di altre cose, e per questo motivo la casa viene conosciuta con il macabro nome di “casa del panico” o “la casa degli spari”.

Durante l’epoca franchista sembrerebbe che casa Fuset fosse utilizzata come residenza di un mandatario del Generalissimo Francisco Franco, che la utilizzò anche come luogo di incarcerazione e tortura per gli interrogatori dei militari repubblicani.

Alla fine della guerra si convertì nella residenza delle monache Clarisse del nord, però quando queste si trasferirono al convento di La Laguna, la mansione fu abbandonata.


La guardia civil è in possesso di varia documentazione riguardante l’utilizzo della casa, per effettuare riti satanici e di sataneria afro-cubana durante vari anni, questo dovuto al ritrovamento, in varie occasioni, di galli decapitati e di altri animali uccisi in prossimità della casa ed inoltre vari pentagrammi e simboli magici dipinti sulle pareti. La storia di questa casa però si va incupendo quando viene utilizzata dal signor Damaso Rodriguez, conosciuto a Tenerife con l’epiteto di “El Brujo” (lo stregone). Questo personaggio è considerato il primo serial killer di Tenerife, freddo e calcolatore, stuprò tre ragazze e uccise altrettante persone tra il novembre 1981 e il 1991. Dopo aver avuto una condanna a 55 anni di reclusione, riuscì a ottenere, dopo solo 8 anni di carcere, un permesso per uscire, che utilizzò per scappare sui monti, nascondendosi per un mese e mezzo e riuscendo in questo periodo a uccidere altre 4 campeggiatrici che si trovavano nella zona.

Alla fine si trincerò in questa casa, e per evitare la carcerazione si tolse la vita con un colpo di pistola.

Dopo questi eventi sembra normale che la zona sia circondata da un’aria pesante e negativa, al punto di attirare l’attenzione di vari gruppi di investigazione paranormale, oltre a un gran numero di curiosi e appassionati del mistero. Durante alcune visite alla casa, varie persone sono state protagoniste di eventi straordinari e poco piacevoli, alcuni dei quali anche filmati e trasmessi in programmi di catene nazionali.

Si dice che alcuni visitatori si siano trovati oggetto di sassaiole improvvise, seguite da inquietanti risa di bambini inesistenti, altri hanno potuto assistere a luci simili a fiaccole serpeggianti lungo i pendii sottostanti, che davano l’impressione di un antico corteo funebre. Altri affermano di aver sentito dei passi provenire dal piano superiore della casa Fuset, ormai senza pavimento dovuto ai crolli, e durante alcune notti di luna piena anche degli spari di fucile, che quasi tutti associano alla tragica morte di “El Brujo”. Nella casa si può vedere dipinto un simbolo circolare di circa 2,5 metri di diametro, al cui interno vi sono scritte che possono sembrare in ebraico antico o aramaico, e vari crittogrammi di diversa forma e dimensione e di difficile interpretazione. Sicuramente un simbolo che non passa inosservato all’occhio di qualunque visitatore, e che secondo alcuni sembrerebbe un cerchio alchemico utilizzato per le evocazioni. Sulla parete di quelle che potrebbero essere state le stalle, scavate nella roccia calcarea quasi a formare un piccolo labirinto, si può leggere una poesia scritta da qualche viaggiatore, che racconta l’apparizione di un bambino senza testa, grondante sangue e con una spada in mano, che si avvicinava fluttuando dal bosco, cercando poi di aggredire le persone presenti. Questa poesia è un ricordo molto vivido per il nostro gruppo di investigazione, che ancora oggi lo ricorda con un certo brivido.