Cala la domanda alberghiera? Ci pensa Airbnb

In previsione di un calo della domanda alberghiera, il Circulo de Empresarios di Gran Canaria presieduto dall’albergatore Mario Romero Mur, ha difeso a spada tratta la formula della casa vacanza operata da piattaforme come Airbnb, quale unico supporto reale all’economia generale dell’isola.

Per una volta i concorrenti, ovvero coloro che portano avanti una modalità ricettiva tradizionale, sono a favore dei tanto criticati alloggi turistici che, sottolineano, rappresentano un arrivo sicuro di turisti a Gran Canaria e non solo, anche in un momento di probabile calo della domanda, peraltro ribadito da alcuni mesi, ma non ancora constatato.

Il Circulo de Empresarios di Gran Canaria infatti, distaccandosi dai pareri dei colleghi dell’Arcipelago, non credono che la casa vacanza rappresenti un danno per il mercato, bensì un modello di business diversificato che può tranquillamente coesistere con quello tradizionale, in genere le famiglie preferiscono l’appartamento alla stanza di hotel.

A tal proposito si sostiene che per questa formula, le piattaforme come Airbnb debbano poter godere di un adeguato inquadramento giuridico, di una supervisione efficiente e di un sistema fiscale che miri a contrastare l’economia sommersa e a evitare il deterioramento dei valori della proprietà immobiliare.

Il nuovo modello di business garantirà la ridistribuzione della ricchezza, sostengono gli imprenditori di Gran Canaria che ammettono che la diffusione della turismofobia, caratteristica nuova di molte comunità e appoggiata da alcuni Ayuntamientos populisti, rappresenti un serio pericolo per l’economia generale delle isole.

Il turismo del resto costituisce oltre il 30% del PIL e occupa solo il 3% del territorio; pilastro essenziale dello sviluppo e della distribuzione della ricchezza, deve poter essere sfruttato sotto molteplici forme, come quella delle case vacanza, ancor più in una fase di calo della domanda che deve a questo punto essere affrontata con determinazione e soluzioni innovative.


di Ilaria Vitali