I servizi sanitari delle Canarie? I peggiori di tutta la Spagna, ecco perché

I servizi sanitari delle Canarie? I peggiori di tutta la Spagna, questo è quanto emerge dalle conclusioni di una relazione preparata per la Federación de Asociaciones para la Defensa de la Sanidad Pública, nella quale sono stati confrontati fattori diversi analizzando tutte le regioni del Paese.

La tendenza che emerge è piuttosto chiara e sconfortante; dal 2009 le isole hanno occupato il secondo posto in quanto a peggiori servizi sanitari e nel 2017 hanno raggiunto il primo posto in assoluto.

In un punteggio assegnato che va da un massimo di 114 e una media di 71, l’Arcipelago ha ottenuto 49 punti, laddove Navarra ne ha ottenuti 90, Aragón 82 e Asturie 79.

I fattori presi in considerazione per effettuare questa analisi sono stati le liste di attesa ai servizi sanitari, le risorse umane e i materiali a disposizione, le valutazioni degli utenti e le lamentele.

Le Canarie hanno un bilancio sanitario di circa 1264 euro per abitante, una cifra ben al di sopra di altre regioni meglio posizionate all’interno della classifica generale, come la Catalogna, Murcia e Madrid.

Il sistema sanitario delle isole dispone di 3,57 camere di ospedale e 8,45 sale operatorie ogni 1000 abitanti, cifre situate nella media nazionale.


Eppure i servizi offerti risultano essere i peggiori di tutto il Paese.

Analizzando i dati della relazione si scopre infatti che vi sono solo 1,78 medici specializzati ogni 1000 abitanti e addirittura 0,69 di base, così come sono 3,07 gli operatori infermieristici specializzati e 0,61 quelli primari.

Ma uno dei dati più eclatanti riguarda il costo di ogni prestazione ospedaliera fornita, che alle Canarie è di 5.616 euro a paziente, e il fenomeno del poco utilizzo delle sale operatorie, con 922 operazioni per ciascuna di esse, a dispetto delle lunghe liste di attesa.

Basso è anche l’utilizzo della chirurgia ambulatoriale, con una percentuale del 45,22%.

Riguardo alle liste di attesa, l’Arcipelago ha il ritardo più elevato di tutta la Spagna, con 182 giorni per un’operazione e 117 giorni per un consulto con uno specialista.

Come si spiegano questi dati che sono tra i peggiori in assoluto in un contesto dove tanto si spende per favorire l’economia della comunità?

Guillermo de la Barreda, il presidente della Asociación para la Defensa de la Sanidad Pública en Canarias, sottolinea che la mala sanità delle isole è da imputare principalmente a una cattiva gestione delle risorse e a tal proposito ha proposto la redazione di una legge sanitaria che, a differenza di tutte le altre comunità. nell’Arcipelago manca.

Leopoldo Cejas, segretario provinciale del sindacato degli infermieri di Tenerife, afferma che la situazione è deplorevole considerando che sono anni che le isole vivono di questa cattiva fama nel settore sanitario e che, dato l’ultimo peggioramento, sono ben poche le aspettative di una ripresa.

Qualcuno punta invece il dito sulla medicina privata a pagamento, come il portavoce del sindacato dei medici Cesm, Levy Cabrera, che richiama l’attenzione sul fatto che l’aumento di infrastrutture sanitarie private ha danneggiato in particolare modo Tenerife e Gran Canaria.

Da non dimenticare, aggiunge, la carenza di personale e per fare un esempio cita il caso di Tenerife, al di sotto tra gli 80 e i 120 medici per poter garantire un efficiente servizio.

Secondo Cabrera una possibile soluzione potrebbe essere quella di focalizzare l’attenzione e gli sforzi sui pazienti cronici, ma di fatto la proposta sarebbe una goccia in mezzo al mare.

(Tradotto da un quotidiano locale)