Las Cañadas del Teide e Los Roques de García

Il parco nazionale de “Las Cañadas” del Teide è la principale attrazione dell’isola e attrae ogni anno un milione di visitatori.

Un cielo normalmente chiaro e un paesaggio costituito da lave, sabbie, scarsa vegetazione, curiose formazioni rocciose e coni vulcanici alla base del picco del Teide garantiscono un’esperienza indimenticabile.

All’inizio dell’estate (Maggio-Giugno), il paesaggio vulcanico de “Las Cañadas” si ricopre di un mare di fiori impressionante.

La retama del Teide, dai fiori bianchi, la retama de escoba di colore oro-giallo e altri tipi di retama riempiono il paesaggio di un’aroma affascinante. Inoltre incontriamo i fiori del Tajinaste, alti fino a due metri, e altre numerose piante che crescono soltanto nella caldera.

Per alcune piante la fioritura dura solo alcune ore o pochi giorni, dopodiché il paesaggio recupera subito il suo aspetto desertico che ricorda un paesaggio lunare.

La caldera si originò circa 300.000 anni fa a causa del crollo di un gigantesco cono vulcanico, quello che provocò eruzioni posteriori che sollevarono il Picco del Teide, Pico Viejo e altre montagne vulcaniche.


Il “pan de azúcar” o “pitón”, come si chiama il picco bianco del Teide situato più in alto della Rambleta con la stazione terminale del teleferico del Teide, ha un’origine vulcanica posteriore.

Da qui ancora escono vapori di zolfo dall’interno della montagna.

All’interno della caldera si ritrovano tantissimi sentieri e uno dei più curiosi è quello de “Los Roques de García” a causa della presenza della formazione rocciosa più particolare de Las Cañadas.

Los Roques de García, situata nel cuore di Las Cañadas, ai piedi del Teide, è il monumento naturale più importante dell’isola.

Infatti al suo interno si ritrova il famoso “Roque Cinchado”, chiamato anche “dito di Dio” , che attrae turisti da tutto il mondo.

Il sentiero di “Los Roques de García” è di tipo circolare ed è considerato di livello “facile”, con un dislivello massimo di 200m.

Inizia dalla rotonda del “Mirador de la Ruleta” e continua lungo il bordo destro della barriera per il sentiero 3, passando sotto il “Roque Chinchado”. Circa 10 minuti dopo, ci ritroviamo affiancati da un campo di lava di tipo phaoehoe (lave a corde, caratterizzate da bassa viscosità).

In circa 10 minuti arriviamo all’ultima e solitaria torre rocciosa de “Los Roques de García”, chiamata “Los Roques Blancos”.

Passiamo a destra e arriviamo ad un piccolo mirador situato sul bordo ripido che si affaccia nel “llano de Ucanca” (ottimo luogo di riposo).

Scendiamo, camminando sulle lave a corda del Pico Viejo, aggirando la successiva piccola formazione rocciosa a sinistra in direzione del “Llano de Ucanca”.

Circa 20 minuti dopo, ci ritroviamo ai piedi di un’impressionante formazione rocciosa formata da molti picchi.

Da lì continuiamo scendendo fino al “Llano de Ucanca”, che ci porta direttamente alla “catedral” (in cima alla cresta appare di nuovo il “Dito di Dio”).

Il grande masso roccioso di circa 100 metri mostra diverse torri che ricordano una cattedrale (in geologia viene spiegato come “neck vulcanico” ovvero ciò che rimane del magma che stava all’interno del condotto vulcanico in seguito a fenomeni erosivi esterni che hanno smantellato lo stesso).

La struttura è amata dagli scalatori che risalgono lungo la scarpata rocciosa. 100 metri prima della cattedrale il sentiero si biforca.

Qui, passando a sinistra accanto alla cattedrale, seguendo il sentiero 3, rientriamo al “Mirador de la Ruleta”.

Chi invece desidera allungare l’escursione, può aggirare la cattedrale alla destra, prendendo il sentiero 26, facendo una deviazione al mirador del “Llano de Ucanca” (1/2 h).

Questo è un sentiero molto semplice e accessibile a tutti, che regala dei panorami mozzafiato nell’arco di pochi chilometri.

Un bellissimo percorso circondati da lave che sembrano state eruttate ieri e strutture vulcaniche che, modellate dalle piogge e dai venti, assumono caratteristiche uniche al mondo.

Per questo motivo consiglio a tutti di percorrerlo almeno una volta.

Bianca Scateni