Secondo i dati diffusi recentemente dal Servizio di Statistica del Consiglio Generale del Potere Giudiziario, l’Arcipelago delle Canarie è risultato, nel secondo trimestre del 2018, la regione autonoma con il più alto tasso di fallimenti matrimoniali, intesi come annullamenti, separazioni e divorzi, con 7,7 casi ogni 10.000 abitanti.

Al secondo posto, con 7,5 casi ogni 10.000 abitanti, è risultata la comunità di Valencia, seguita dalla Catalogna con 7 casi, mentre a Castilla y León pare che si vada d’amore e d’accordo, con solo 4,8 casi di rotture matrimoniali.

Ma i confronti tra il primo trimestre di quest’anno e il secondo, mostrano anche una tendenza all’aumento dei contenziosi, che sono stati 1.645 dei quali 25 separazioni non consensuali (9 in più rispetto al primo trimestre), 17 concordate (8 in più), 737 divorzi non consensuali (120 in più) e 866 consensuali (38 in più).

Insomma, stando ai dati, alle Canarie nel secondo trimestre 2018 ci sono state 18,2 coppie al giorno che hanno deciso di separarsi.

I dati sulle situazioni matrimoniali riferite ai singoli comuni, evidenziano che nel periodo in questione i tribunali civili di Las Palmas hanno registrato 788 processi di rotture coniugali, ovvero 390 divorzi consensuali, 372 non consensuali, 8 separazioni concordate e 18 non, mentre a Santa Cruz de Tenerife vi sono stati 857 casi, dei quali 476 divorzi consensuali, 365 non consensuali, 9 separazioni consensuali e 7 non.

A livello di media nazionale, il trend di crescita viene confermato dall’aumento dell’1,7% delle rotture matrimoniali, con l’unica eccezione delle richieste di divorzio consensuale che, rispetto ad analogo periodo del 2017, hanno subito un calo dello 0,1%.


Le richieste di divorzio non consensuale sono state 11.986, ovvero il 4% in più, quanto alle separazioni consensuali, 983, l’aumento è stato del 5,4%, e quello delle separazioni non consensuali il 5,9%, ovvero 466.

Il numero delle richieste di annullamento sono state 32, inferiori dell’11,1% rispetto al secondo trimestre 2017.

Sono state prese in esame, oltre all’incidenza delle rotture matrimoniali, i cambiamenti delle misure concordate in fase di separazione, divorzio o annullamento, aumentate anch’esse del 12,1% soprattutto in ambito di custodia e mantenimento dei figli.

Grazia Riolo