L’assessore all’Urbanistica di Arona, Carmelo Garcia, riconosce che gli è toccato governare in uno dei periodi più complessi della storia democratica del comune. A metà del mandato, la giustizia ha costretto alle dimissioni il sindaco e leader del CC, Jose Alberto Gonzalez Reveron, che è stato sostituito da Francisco José Niño per continuare ad avere un governo di maggioranza, un gruppo che si sostiene su un equilibrio delicato, che in qualunque momento potrà cedere, mentre altri sarebbero maggiormente in grado di resistere alla prova del tempo. Ogni consiglio è diverso. Della sua gestione risponde Carmelo Garcia, che è anche l’attuale segretario di Organizzazione di Coalizione Canaria in Arona.

Il piano generale è finalmente entrato in vigore nel dicembre 2011, dopo aver modificato la sua impostazione iniziale, approvata nello stesso mese del 2006. E’ il documento che vi aspettavate? Qual’è la sua valutazione in questo momento?

“Il piano di gestione generale (PGO) è un documento complesso per un comune in continua e diversificata evoluzione, che ora supera gli 84.000 abitanti. Oggi il PGO non dà alcuna soluzione reale alle esigenze dei residenti e dei commercianti della città, e abbiamo già individuato errori e soluzioni”.

Come è il futuro urbanistico di Arona?

“La PGO dovrebbe promuovere il settore economico più forte, in questo caso il turismo, e migliorare quei settori che sono sottovalutati. E’ opportuno enfatizzare le applicazioni commerciali e collegate con il tempo libero, non solo quelle di giorno, ma anche di notte. E oggi le discoteche non sono autorizzate, i bar e i pub sì, ma le discoteche in quanto tali non lo sono. Per fare questo, dobbiamo sviluppare una cosa che si chiama piano speciale per la città di Arona, un documento ingombrante, ma necessario per migliorare la vita notturna e migliorare il turismo. Coloro che hanno una licenza di pub gruppo tre, oggi come discoteche non esistono, e quelli che danno l’impressione di esserlo, hanno una licenza di caffè concerto-teatro, che, in base alle nuove normative, hanno legalmente il permesso di tenere aperto fino alle 5 del mattino. Essi sono legali, conformi alla normativa, ma non si possono chiamare discoteca. Noi vogliamo che si possano regolarizzare come Dio comanda. La verità è che non esiste un regolamento che si armonizza con il nostro Piano generale per aprire delle discoteche, ed è lì che bisogna lavorare, che la PGO risolva questa situazione e non la ostacoli, e quelli che ambiscono a gestire vere discoteche dovrebbero accogliere con favore questo piano, con le sue regole, l’avere più capacità, i parcheggi, avere zone migliori per installarle”.