…il nascondino ti proietta in situazioni di primordiale piacere. E’ talmente banale questo gioco che forse non è nemmeno un gioco, credo nella sua assoluta genuinità e nel potere di competizione esercitato quando si comincia… Verso sera, dopo qualche birra, la compagnia iniziò a dare cenni di noia. Mi venne in mente un gioco che da piccolo occupava i miei pomeriggi e rendeva l’atmosfera un po’ più elettrizzante. “Giochiamo a nascondino” dissi. Da quel poco che rimaneva di umano nella combriccola si innalzò un rutto a decidere l’inizio della competizione. Quattro persone, una cercava, tre si imboscavano. Cominciai a correre. Finì la via e voltai a destra. Mi fermai a prendere fiato sulle ginocchia e aspettai. Un rumore scosse l’atmosfera. Dritto a me, appoggiate ad una macchina, intravidi delle figure. La prima era completamente mimetizzata nel buio e l’altra controllava il suo compagno, mentre recuperava qualcosa piegato in avanti. Un tonfo, un altro e poi silenzio… pian piano alzai lo sguardo e con mio stupore vidi i due che stavano cercando qualcosa nell’auto. Non avendo la chiave dovettero sfondare il vetro. Il nascondiglio era alquanto originale… entrarono. Passò poco tempo che sentii una mano sulla spalla a decidere il finale del gioco. Sono stato scoperto!!! Andai al bar da dove ebbe inizio il tutto e vidi che non mancava nessuno all’appello. Pensai a come avevano fatto quei due in così poco tempo a ritornare nel gruppo, se pochi minuti prima erano in cerca di nascondiglio nell’auto!!!… Ricominciammo a giocare a nascondino…