Ambush, questa strana parola sconosciuta ai più, sta ad indicare una strategia di marketing non convenzionale: uno o più brands vengono inseriti all’interno di grandi eventi senza però esserne gli sponsor ufficiali. Infatti “ambush” significa letteralmente “agguato, imboscata”.

Sembra che questa tecnica fu usata per la prima volta durante le Olimpiadi di Londra nel 1984, trovandosi a non godere più di sufficienti finanziamenti pubblici, gli organizzatori iniziarono a trovare sponsor tra le aziende. Per esempio uno di questi sponsor ufficiali fu Fuji che vinse su Kodak, che a sua volta acquistò molti spazi pubblicitari televisivi, e si fece ricordare tanto quanto lo sponsor ufficiale. Con gli anni le azioni di ambush marketing sono diventate sempre più creative e innovative: per esempio ai mondiali di calcio del 2010 la birra Bavaria regalò magliette con il suo logo a tutti i tifosi dell’Olanda, sapendo che lo sponsor ufficiale era in quel caso l’antagonista Budweiser. I casi sono tantissimi ormai nel mondo della pubblicità, manifesti pubblicitari esposti vicino ad impianti sportivi nel periodo di manifestazioni di grosso livello, o in prossimità di altri manifesti. Oppure la distribuzione di gadgets con il proprio marchio nelle zone che ospitano gli eventi, sponsorizzazione degli atleti durante le manifestazioni, etc etc.

E poi c’è quello più datato e romantico: il classico aereo che passa con uno striscione attaccato e che quindi parla a tutti i presenti con uno slogan breve ed immediato, ma di effetto.