Intervista al Console Onorario di Gran Canaria

Oggi siamo qui al Consolato Onorario di Gran Canaria e gentilmente il Console José Carlos De Blasio ci ha ricevuti e ci ha rilasciato una breve intervista, breve perché veramente sobbarcato da una marea di impegni con i cittadini italiani qui residenti e che affollano la sede del consolato giornalmente.   

Il Console José Carlos ha veramente una parola per tutti, e la cosa stupefacente è che se li ricorda tutti (o quasi), come fossero amici o conoscenti.

Inoltre non possiamo che ammirare la bellissima bandiera italiana che sventola sul balcone della sede consolare, immaginiamo che venga sostituita spesso perché è sempre impeccabile, sembra quasi stirata ed inamidata, un grande orgoglio…

Beh, bando alle chiacchiere e non rubiamo tempo prezioso al nostro Console:

DOMANDA: Buongiorno signor Console, da quanti anni ricopre questo incarico?

RISPOSTA: Sono 34 anni che ricopro l’incarico felicemente.


DOMANDA: Quanti italiani ci sono registrati nella provincia di Las Palmas?

RISPOSTA: Gli ultimi dati nella provincia di Las Palmas indicano in 21 mila, in tutte le isole sono 46 mila.

DOMANDA: Ed invece quanti ipotizza siano realmente (anche quelli non registrati)? Quanti sono a Gran Canaria e quanti a Fuerteventura?

RISPOSTA: Ma, difficile dire cifre esatte, non tutti quelli che sono “empadronati” (residenti) sono iscritti all’AIRE.

Io penso che solo la metà sono iscritti, e spesso non sanno che tutti gli altri non possono usare  i servizi consolari… per esempio molti di quelli che si iscrivono solo nei comuni se ne vanno dopo pochi mesi senza avvisare e quindi fino al censimento successivo non lo si può sapere.

Anche gli studenti Erasmus non si cancellano dai comuni nei quali risiedono per i mesi di studio.

Abbiamo anche pensionati che vengono per solo 6 mesi e si iscrivono ugualmente solo presso i comuni.

Io ripeto con la massima educazione che è un obbligo iscriversi all’AIRE…

DOMANDA: Da quando c’è stato questo gran afflusso di italiani nelle isole com’è cambiata la sua giornata?

RISPOSTA: Dopo tutto questo afflusso mi sto dedicando 10/12 ore alla vita consolare.

E’ cambiato tutto, prima avevamo un numero congruo da poter aiutare per le pratiche, adesso anche la cancelleria di Madrid è intasata, non è questione di buona volontà, ma di numeri troppo alti.

DOMANDA: Ma secondo lei c’è veramente un po’ di “razzismo” o per meglio dire un po’ di “stanchezza” da parte dei cittadini canari nei confronti degli italiani?

RISPOSTA: Nessun razzismo, ma solo qualche prevenzione, ad esempio quando si va ad affittare un appartamento purtroppo c’è una brutta nomea per via che alcuni connazionali non hanno pagato, se ne sono andati senza pagare, ma non parlerei di razzismo, NO assolutamente, ognuno cerca di salvaguardare la propria realtà, in questo caso le proprietà.

DOMANDA: Ci racconta qualche fatto curioso o divertente successo a dei connazionali qui nell’Isola per il quale lei ha dovuto intervenire?

RISPOSTA: Mi hanno chiamato diversi italiani chiedendo dove poter mangiare spaghetti al dente… ed un’altra signorina in preda a crisi isterica che non trovava pizza ai würstel… allora le abbiamo consigliato di andare al Corte Ingles a comprare una pizza normale e dei würstel, unirli e cucinarsela a casa… la signorina è rinata!

Molti arrivano disperati, problemi di famiglia o problemi con i figli, ma non sarebbero problemi consolari, un caro vescovo, caro amico, mi disse anni fa che la gente ha bisogno di essere sì consolata ma soprattutto di trovare qualcuno che la ascolti… molti hanno bisogno di parlare e nessuno li ascolta!

Ultimamente con questa società che corre rapida ci si dimentica dei sentimenti… e se non parli la lingua come fai?  Molti si rifiutano o faticano ad imparare anche solo 10 parole di spagnolo… e quindi arrivano tutti qui… ma anche con la buona volontà non sempre si riesce a dare ascolto a tutti…

Caro Console grazie veramente per il tempo dedicatoci.

(NdR: il Console Carlos è veramente una persona preziosa e molto umana, un vero padre di famiglia, ha sempre una parola per tutti col cuore in mano, difficile farlo arrabbiare, il suo humor non glielo permette)