Sapere bere e saper mangiare in Spagna

Tutti noi abbiamo la necessità di mangiare e bere, ma siamo proprio sicuri che lo stiamo facendo bene?

L’alimentazione è una cosa seria, ma, pur ascoltando con molta attenzione il parere dei nutrizionisti, non possiamo esimerci qualche volta di fare quello strappetto alimentare che ci dà piacere e soddisfazione.

D’altronde anche il gusto è uno dei nostri sensi e anche lui dovrà ogni tanto avere la sua parte di appagamento.

È così, allora, che ho pensato di cimentarmi nell’ardua impresa di raccogliere dalla cucina spagnola tutte quelle ricette dalle più antiche e popolari a quelle più moderne e sofisticate senza dimenticare assolutamente i necessari abbinamenti con i vini che ritengo sempre fondamentali per la riuscita di un buon pranzo (o cena).

Addirittura, a volte ho cambiato le pietanze che mi ero prefissato di prepararmi, in funzione del vino che avevo nella mia cantina.

Quindi, di volta in volta, parleremo di un vino, della sua storia, del suo profumo, del suo sapore, del suo retrogusto e cercheremo di abbinarlo con un cibo che particolarmente gli si addice.


Un principio importante, che è tutto mio nel senso che non l’ho mai sentito da nessuno, è quello di rispettare sempre il grado di pulizia e gradevolezza nello schioccare la lingua sul palato.

L’ultimo bicchiere di vino o l’ultimo sorso che sia, non deve essere seguito dall’introduzione di altro cibo, il dolce e la frutta dovranno aspettare un po’ perché quell’ultimo goccio di vino ha il compito di pulire la cavità orale, portando via il cibo e lasciare quel particolare sapore di vino più cibo che deve necessariamente provocare quel sorriso di soddisfazione che si stampa sul viso di chi ha gradito fino all’ultimo il pasto che ha consumato.

Quindi, proseguiremo adottando questa successione di argomenti e questo per ogni numero:

  1. si presenta un vino, se ne danno le caratteristiche, si possono anche aggiungere commenti dei produttori, se ne presenta la storia e quant’altro utile alla definizione del prodotto;
  2. una volta che sappiamo tutto o molto su quel vino, vediamo, con i consigli che possono arrivare dalle massaie, dai cuochi, da chi sa comunque cucinare, quali cibi possono adattarsi ad un tale vino; quindi sceglieremo sempre il cibo in funzione del vino;
  3. una volta rintracciata la/le pietanze che ritengo più adatta/e, fornirò anche la/le relativa/e ricetta/e per cucinarla/e.

Le scelte dei vini che farò sono casuali, non c’è un ordine particolare, direi piuttosto che la preferenza sarà sempre per quei vini che riuscirò a conoscere in modo soddisfacente per proporlo al nostro lettore.

Dopo questa introduzione, prima di cominciare il lungo elenco dei vini spagnoli e dei relativi cibi da abbinare è necessario dare una serie di notizie che riguardano la produzione di vino spagnola.

Ci sono cose interessanti che bisogna sapere. (nel mese di marzo)

Diciamo subito che dalle analisi dei ritrovamenti archeologici e dalla complessa interpretazione della documentazione scritta pervenutaci sappiamo, oggi, che nell’VIII secolo a. C., ai tempi d’oro della potenza greca (ricordate Sparta e Atene?) quando ancora Roma era un villaggio di pochi individui, nella penisola iberica era già in uso la viticoltura, ma dobbiamo, comunque, attendere l’avvento successivo dei Romani per rilevare una forma di industrializzazione organizzata nelle varie province spagnole.

È anche questa cultura!

Che c’è di meglio d’imparare qualcosa di interessante davanti ad un buon piatto e ad un buon bicchiere di vino?

Sono stato sempre convinto che il buon bere, il buon mangiare accompagnato dall’ingrediente culturale dia un tocco di classe alla cerimonia del pranzo o cena che sia.

Vino, cibo e cultura.

Una meraviglia, no?

Stefano Dottori