Aumento dell’affitto nelle isole a causa della pressione delle case di vacanza

L’Arcipelago guida l’aumento del prezzo degli alloggi in affitto, con un aumento del 24,93% lo scorso anno, sei punti sopra la media nazionale.

Il portavoce della piattaforma Canarias Territorio Sostenible, Antonio Perez, attribuisce all’affitto di case vacanza in zone residenziali la causa principale di questa inflazione.

Nei capoluoghi di provincia, a Las Palmas de Gran Canaria l’affitto è aumentato del 9,69%, mentre a Santa Cruz de Tenerife è aumentato del 17,84%, secondo i dati della relazione annuale del portale pisos.com. 

Le Canarie pagano circa 837 euro al mese per l’affitto di una residenza standard di 102 metri quadrati, solo 53 euro in meno rispetto alla media nazionale di 890 euro al mese.

“I turisti cercano di vivere come un locale, ma stanno buttando la gente fuori dai quartieri e trasformandoli in parchi a tema”, dice Perez, che aggiunge che i negozi tradizionali si stanno gradualmente trasformando in aziende per servire i visitatori.

Questo fenomeno si verifica principalmente nelle zone più turistiche delle città, ma “c’è un effetto catena”.


La tendenza al rialzo dei prezzi a causa del cambiamento nell’uso degli alloggi significa che “gli inquilini sono costretti a cercare una nuova residenza in altri quartieri, ma la forte domanda in questi nuovi spazi della città fa salire i prezzi”, spiega il portavoce di Canarias Territorio Sostenible.

Questa situazione colpisce in particolare alcuni gruppi che sono costretti a trasferirsi in altre isole per svolgere il loro lavoro.

In particolare, su isole come Lanzarote o Fuerteventura ci sono difficoltà a trovare insegnanti che vogliono fare brevi sostituzioni perché non vengono compensati abbastanza per andarci, a causa del costo sproporzionato dell’alloggio.

Un altro settore interessato è quello dell’esercito, che ha già espresso la preoccupazione che i prezzi elevati degli affitti rendano difficile il loro turnover nelle isole Canarie.

Di fronte alla “mancanza di regolamentazione degli alloggi per le vacanze”, il portavoce di Canarias Territorio Sostenible propone di “limitare il tempo di utilizzo degli immobili come residenza turistica”, come ad esempio in Olanda, dove una casa può essere utilizzata per questo scopo solo per 30 giorni all’anno.

Dopo le Isole Canarie, i maggiori incrementi di reddito si sono verificati in Catalogna (24,86%) e Madrid (24,84), e l’unico calo è stato registrato nei Paesi Baschi (-2,12%).

Le regioni più costose per vivere in affitto nel 2018 sono state Madrid (1.568 euro al mese), le Isole Baleari (1.234) e la Catalogna (1.100), mentre gli affitti più economici sono stati in Estremadura (445), Galizia (538) e Castilla-La Mancha (539).

Attualmente non esistono statistiche ufficiali a livello statale sul prezzo dell’affitto degli alloggi, a parte i dati forniti dai portali immobiliari.

Per questo motivo, il Ministero dei Lavori Pubblici ha chiesto all’Istituto Nazionale di Statistica (INE) di quantificare i prezzi di affitto per osservarne le variazioni.

Nelle isole, quasi 1,5 milioni di turisti soggiornano ogni anno in case vacanza e generano un impatto economico di 721 milioni di euro nell’arcipelago, secondo il Ministero del Turismo del Governo delle Isole Canarie. Nell’inventario delle abitazioni turistiche, condotto nel 2017, sono stati registrati 32.000 immobili, che hanno affittato per una media di 100 euro a notte.

Franco Leonardi

(NdR nonostante la recente sentenza FAVOREVOLE all’affitto turistico, secondo me non è finita qui…)