A chi non è capitato, entrando in un ristorante tradizionale a Tenerife, di leggere sul menù Escaldon de Gofio? Il Gofio, se parli con gli anziani del luogo, ti decantano le virtù di questo prodotto, salutare, che, consumato giornalmente in varie forme, ti permette una vita lunga e sana. Nei negozi trovi in vendita il Gofio solitamente come farina. La farina può essere di solo grano, di grano e mais, di cereali misti, e con l’aggiunta di farine di legumi. Il dettaglio che rende così particolare il sapore di questa farina è la tostatura dei vari semi prima di essere triturati per diventare farina. Ancora oggi, in molti luoghi le macine utilizzate sono in pietra, esistono anche delle macine piccole “casalinghe” per quelle massaie che vogliono cimentarsi come le nostre nonne in questo “sport”. Tornando “all’escaldon de Gofio”, se vi è possibile, provatelo, tenendo conto che è un piatto tradizionale, perciò in ogni luogo proverete sapori e consistenze differenti. Il caldo è l’equivalente del nostro brodo, che può essere di carne, di verdure e di pesce. La farina viene bagnata con il brodo bollente, e la consistenza varia da un impasto abbastanza denso a quello morbido del purè di patate. Il tutto viene arricchito da pezzetti di carne, verdura, di pesce, uova strapazzate, ciccioli, per la fantasia di chi ve lo prepara. Un altra preparazione è dolce: impastano la farina con latte, miele, frutta secca, uva passa, formano una sorta di salame, come il nostro di cioccolato, che poi viene tagliato a fette. Dopo varie pozioni e intrugli finalmente ho preparato pane e focaccia. E’ stato difficile trovare le quantità giuste per permettere la lievitazione, perché questo tipo di farina ammassa molto. Dunque: una porzione di farina di Gofio (200 gr), due di farina bianca 00 (400 gr), un dado di lievito di birra o 18 gr di lievito di birra secco, 380 gr di acqua e 3 o 4 cucchiai di olio evo, fate lievitare per 2 ore, date la forma al pane o stendete la focaccia e lasciate lievitare ancora per 20 minuti, mettere in forno a 200 gradi per 45 minuti il pane e per 20/25 la focaccia, con un pentolino di acqua a lato per mantenere l’umidità. Perciò non mi resta che augurarvi buone magie…

(Tia Valeria, una Bruja in cocina)