Maspalomas chiede un diverso tipo di finanziamento per i municipi turistici

Il sindaco Marco Aurelio Pérez afferma che il numero fluttuante di abitanti aumenta i costi dei servizi pubblici nei municipi turistici.

San Bartolomé de Tirajana (Gran Canaria) ha sostenuto in occasione del Fitur le necessità e le peculiarità dei municipi turistici di Spagna che raccolgono il 20% dei pernottamenti con solo lo 0,4% di popolazione e pertanto richiedono un nuovo modello di finanziamento.

Perez, che è anche presidente dell’Alleanza dei Municipi Turistici di Spagna, ha sottolineato l’importanza di questa unione tra gli otto municipi con maggior volume di turismo del paese e circa 4 milioni di pernottamenti annuali ciascuno.

Un’alleanza, secondo Perez, che prescinde dal colore politico e dalla forma di governo, che rappresenta i bisogni di queste zone e che ha come obbiettivo lo sviluppo dell’industria turistica attraverso le sfide che sono comuni in ogni società.

Secondo Perez queste sfide devono andare di pari passo con strategie di sostenibilità del turismo e permettere che il settore sia competitivo sia a livello nazionale che internazionale.

Inoltre, chiede a gran voce che gli interessi e i bisogni particolari che sorgono nel guidare cittadine a forte vocazione turistica trovino riscontro a livello normativo.


Tra le priorità per il sindaco ci sono una differenziazione tra popolazione residente e popolazione non residente, un finanziamento per piani di investimento per lo sviluppo delle comunità autonome tanto in Spagna quanto nel resto d’Europa e strategie specifiche per i municipi a forte vocazione turistica che tanto contribuiscono al PIL del paese.

I municipi turistici interessati sono 8 attualmente, oltre a quelli canari di Arona e Adeje a Tenerife e San Bartolomé de Tirajana a Gran Canaria, ci sono Benidorm (Valencia), Lloret de Mar e Salou (Catalogna), Torremolinos (Costa del Sol) e Calvià (Mallorca).

I sindaci di questi comuni sono concordi negli intenti e hanno sottolineato l’importanza della lotta agli affitti stagionali in nero e al triste fenomeno della “turismofobia”.

Claudia Di Tomassi