La Marciega gioiello di ornitologia a La Aldea di San Nicolàs

FOTO da Azaenegue Naturalistas
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La Aldea di San Nicolás è uno dei tre comuni situati a Gran Canaria che costituisce la Riserva di Biosfera dell’isola, ma soprattutto è dove si trova La Marciega, una delle zone umide meglio conservate dell’Arcipelago e habitat naturale di moltissimi rettili, pipistrelli, pesci e uccelli.

Situata alla foce del barranco di La Aldea, La Marciega viene costantemente invasa dalle acque dell’alta marea e dai deflussi delle piogge.
Le radici della storia di questo comune di Gran Canaria risalgono ad almeno 1.500 anni fa, con il primo insediamento umano sulla riva della zona umida, spiega Daniel Gonzalez, naturalista e fondatore del collettivo Azaenegue Naturalistas.
La Marciega infatti ha molto a che fare con i primi abitanti della valle, con lo sviluppo della società e della cultura, come testimoniano i reperti trovati quali manufatti in creta e ceramica e strumenti per cacciare e pescare in legno.
Uno dei momenti più importanti dell’anno per gli abitanti del villaggio è l’11 settembre, giorno in cui si festeggia El Charco, una celebrazione di grande interesse culturale basata sulla tradizione pre-ispanica che fa rivivere l’usanza dell’antica popolazione canaria di imbarcarsi nelle lagune della costa.
E proprio alla foce del barranco di La Aldea si formò anticamente uno stagno che venne chiamato La Marciega che già in tempi antichi rappresentava la zona umida più importante delle isole, insieme a La Charca di Maspalomas o Juncalillo del Sur.
Ma oltre ad essere una riserva di caccia e pesca fondamentale, La Marciega era un’oasi per le specie ornitologiche in migrazione che, durante la stagione invernale, erano solite stabilirvisi.
Oggi molte di quelle specie non esistono più ma per effetto delle immutate condizioni dell’habitat, si possono ancora contare oltre 50 specie suddivise in uccelli acquatici, trampolieri e uccelli della foresta.
Secondo il censimento eseguito da Azaenegue Naturalistas, dal 2015 coesistono a La Marciega più di 68 specie diverse e due anni fa i naturalisti hanno individuato uno scarafaggio, il Pimelia granulicollis, mai apparso prima in questa zona.
Come precisa Gonzalez, La Marciega è uno spazio importante anche per dozzine di specie di invertebrati, due specie di pipistrelli e tre rettili endemici dell’isola, oltre per una flora molto ricca e varia.
L’unico problema, puntualizza, è che al momento attuale un’area così importante è ancora assolutamente non ordinata e non gestita; già nel 2015 Azaenegue e Birding Canarias presentarono al Cabildo di Gran Canaria, alla Riserva de la Biosfera e all’Ayuntamiento, un progetto articolato per valorizzare il territorio e realizzare uno spazio dedicato all’ecoturismo.
Iniziarono così a censire tutti gli uccelli e a preparare attività di sensibilizzazione, azioni per catalogare tutti gli invertebrati e la flora, coinvolgendo anche le scuole dell’isola.
Ora l’iniziativa è inquadrata all’interno del progetto Ecotour, approvato all’interno del Programa Interreg-MAC 2014-2020 che gode di una sovvenzione dell’85% dei fondi federali, ovvero di quello europeo di sviluppo regionale.
L’iniziativa intende valorizzare il patrimonio naturale e culturale delle aree costiere delle zone protette delle Isole Canarie, Azzorre, di Capo Verde, della Mauritania e del Senegal, promuovendo nel contempo l’attività di ecoturismo.
Pilar Pérez, che gestisce la Reserva de la Biosfera di Gran Canaria, spiega che il municipio di La Aldea venne all’epoca selezionato grazie a tutti i movimenti naturalisti sorti e soprattutto grazie all’inaugurazione della prima fase della realizzazione della strada tenutasi il 3 luglio del 2017.
Tutte le iniziative promosse fino ad ora, puntualizza, hanno ruotato intorno allo sviluppo rurale, culturale e naturalistico dell’enclave, tutte azioni prudenti affinché l’ecosistema possa essere valutato gradualmente.
Inizialmente sono stati rimossi i barbecue in muratura eretti negli anni 90, poi alcune barriere sono state installate per impedire l’accesso dei veicoli in zone sensibili e per delimitare quelle aree che necessitano di tranquillità, come ad esempio quelle scelte da molti uccelli per riprodursi e nidificare.
Verrà quindi allestito un punto di osservazione degli uccelli, creato un percorso circolare segnalato e installati pannelli segnaletici e informativi sulla popolazione aviaria, sulla flora e sugli ecosistemi presenti.
È stato quindi proposto di organizzare una riunione di esperti provenienti da diverse parti del Nord Africa, Spagna, Azzorre e Madera per costituire un punto di confronto circa le peculiarità e le criticità delle zone umidecome La Marciega, il cui nome, stando ai cronisti ufficiali dell’epoca, definisce un mare cieco, una massa d’acqua isolata dall’Atlantico e, probabilmente in seguito, una pianta acquatica tipica di questo ambiente.