John Palmer e la truffa della multiproprietà

Dopo quasi 20 anni dall’inizio delle indagini sulla truffa milionaria ideata da John Palmer sulla vendita di pacchetti vacanze con la formula della multiproprietà, il Tribunale Nazionale si esprimerà sulle sorti di 10 persone per le quali l’accusa chiede 10 anni di prigione e multe superiori ai 2 milioni di euro.

John Palmer, l’inglese ideatore della truffa e presumibilmente assassinato al suo rientro in Inghilterra, con il sistema della multiproprietà truffò almeno 205 persone alle Canarie, la maggioranza delle quali turisti stranieri.

L’indagine, passata attraverso 4 giudici del Tribunale Nazionale, ha visto le prime sedute nel 2000, quando Baltasar Garzón era a capo della Corte Centrale 5; fu poi il turno di Fernando Grande-Marlaska, ora ministro degli Interno, di Pablo Ruz, attuale titolare del procedimento, e José de la Mata, che subentrò ad aprile del 2015.

Due mesi dopo, quest’ultimo concluse le indagini e inviò il caso a processo.

I capi d’imputazione sono associazione a delinquere, riciclaggio di denaro, frode, possesso illegale di armi, tutte attività correlate alla vendita di pacchetti vacanze in multiproprietà promossa tra il 1993 e il 2002 direttamente da Tenerife.

A essere coinvolte nella maxi indagine, scomparso John Palmer, sono le persone che hanno lavorato nella struttura aziendale da lui creata negli anni ’80 e che si è rivelata una vera e propria macchina da truffa nella vendita di appartamenti in multiproprietà.


Come ha spiegato il PM, il meccanismo di inganno che ha dato il via a questa organizzazione ha preso forma nel 1993, aggirando le leggi del tempo.

Inizialmente le attività del team di Palmer si concentrarono sulla vendita condivisa di appartamenti, alcuni in complessi di loro proprietà e altri che ancora non possedevano, alcuni addirittura in strutture che non sarebbero mai state costruite.

Con la legge in vigore nel 1998 che decretò uno stop alla vendita di quote di case in multiproprietà, iniziarono a sfruttare la modalità del pacchetto vacanze o l’adesione ad un club vacanze.

In alcuni contratti promettevano di rivendere la loro multiproprietà in cambio della tessera di iscrizione a un presunto club di villeggiatura o semplicemente chiedevano una somma di denaro in cambio di un assegno che sarebbe stato pagato in seguito.

In entrambe le modalità, il cliente di fatto pagava una prima parte negli uffici dell’organizzazione e il resto tramite bonifici bancari che dovevano servire per il mantenimento degli appartamenti, il cui costo aumentava progressivamente e il cui mancato pagamento avrebbe comportato la perdita della proprietà, oltre che pesanti sanzioni.

In realtà nessuno dei truffati prese mai possesso di un appartamento in teoria acquistato in regime condiviso, né potè godere le settimane di ferie nel club a cui si erano, sempre in teoria, iscritti.

La procura sostiene che il denaro derivante dalle truffe sia stato poi riciclato, almeno per la parte pagata direttamente negli uffici di Palmer mediante carta di credito, il resto è stato semplicemente inviato dalle stesse vittime della truffa a conti correnti aperti nei paradisi fiscali a nome di società straniere.

Tra gli imputati figurano Richard Cashman, considerato il luogotenente di Palmer e incaricato di dirigere tutti gli affari una volta che questi fosse stato in prigione; sotto il suo comando vi era poi Christine Ketley, condannata insieme a Palmer a due anni per cospirazione in atti fraudolenti.

Il PM chiede ora per entrambi 10 anni di carcere e 2 milioni di euro di multa, per associazione a delinquere, frode e riciclaggio di denaro sporco.

Seguono poi Paul Morris, per il quale è stata richiesta la stessa pena di Cashman e Ketley oltre a 2 anni e mezzo di carcere in più per possesso illegale di armi, Ramón Solano Pérez, avvocato di Palmer e uomo di fiducia al di fuori della Spagna, Jacoba Visscher, che ha gestito l’impresa Dinastía Resort e che ha accumulato 44 denunce per truffa, Keith Peter Davies, rappresentante dell’organizzazione a Gran Canaria e Jorge Gallat, amministratore che sostituì Solano nel 2001.

Insieme a essi uno dei massimi responsabili del reato di frode, Neil Campbell Lockie, amministratore e azionista di maggioranza della Platinum Holidays che ha venduto i pacchetti vacanza e ideato il cashback (ovvero il denaro in cambio di un assegno) in diverse zone di Gran Canaria, oltre a Dean Wells, uno dei responsabili delle vendite.

Per essi il PM ha chiesto 8 anni di carcere per associazione illecita e frode, oltre a multe di diversa entità.

Franco Leonardi