Iniziata l’era dell’energia eolica alle Canarie

Con 1.660 mega, vale a dire una quantità di 4 volte superiore a quella installata, l’energia eolica alle Canarie ha letteralmente travolto la REE, Red Eléctrica de España, portando gli sviluppatori privati del progetto ad affermare che finalmente è iniziata una nuova era nell’Arcipelago, dopo più di un decennio di attesa.

Il Ministero infatti calcola al 6% l’uso di fonti rinnovabili nelle isole, contro il 40% della media nazionale e, come annunciato il 25 dicembre del 2018, sarebbe pari a 80 milioni di euro l’ammontare delle sovvenzioni messe a disposizione, cosa che ha creato una vera e propria febbre tra gli investitori che, con gli aiuti statali, cercheranno di imporsi sul mercato competendo con la REE.

Le fonti ufficiali hanno precisato che i 1.660 megawatt, numero record per le isole, saranno distribuiti in quantità decisamente inferiore, a causa di diversi fattori, uno tra tutti la sovrapposizione di più progetti, ma, secondo gli esperti, principalmente poiché è materialmente impossibile promuovere tale capacità in mancanza di infrastrutture adeguate e con costi iniziali così elevati.

I fautori dell’energia eolica hanno intrapreso un iter senza eguali per gestire uno dei principali ostacoli del business, ovvero il collegamento con le sottostazioni; per progettare un parco eolico efficiente, precisano, occorre determinare vari parametri, stabilire i diritti dei diversi attori coinvolti (tra cui la REE) e realizzare le debite connessioni.

Giuridicamente per poter implementare un sistema a energia eolica occorre innanzitutto dimostrare la proprietà del terreno su cui sorgerà, presentare il progetto di ingegneria, dettagliare l’investimento (considerando che ogni turbina eolica costa 1 milione di euro) e, soprattutto, possedere la dichiarazione di impatto ambientale.

I promotori dell’impianto di Gran Canaria, ad esempio, si stanno affrettando per apparire su una lista di firmatari prima della REE, che nel frattempo ha formalizzato il suo ingresso nel mercato energetico.


I parchi eolici godono di una via amministrativa privilegiata, per il semplice motivo che non occupano quasi mai una superficie di terreno quanto le aziende fotovoltaiche, che ne richiedono almeno 15mila metri quadrati.

Detto questo, i promotori dell’energia eolica pare non siano preoccupati circa il messaggio che la REE sta lanciando al Gobierno regionale e alle associazioni imprenditoriali sui tagli di rinnovabili a partire dalla primavera del 2019; il presidente di Aeolican Rafael Martel ha ricordato invece che sulla penisola questi tagli sono comuni, ma nelle Canarie non solo non sono mai stati effettuati, ma nemmeno sono stati ipotizzati eventuali risarcimenti ai promotori, che subiranno una battuta di arresto per un certo periodo di tempo.

Fernando Clavijo, presidente del Gobierno regionale, ha puntualizzato il fatto che le Canarie rappresentavano, il 10 di gennaio, il 54% di tutta l’energia rinnovabile della Spagna, con circa 420 megawatt di potenza installata.

Ma in breve, cosa accadrà?

Red Eléctrica prevede di fermare le pale eoliche per alcune ore prima del grande boom dell’energia eolica, paralizzandone la produzione per questioni strategiche, sfruttando ad esempio momenti in cui il vento è molto intenso o durante la notte; con questa manovra, che non ha precedenti e che potrebbe iniziare tra marzo e aprile, REE tenta di abbinare l’offerta con la domanda, soprattutto in ore notturne.

Attualmente le Canarie utilizzano energia che per l’85% è prodotta da Endesa e per il restante 15% da fonti alternative ecologiche; la capacità di energia eolica oggi in vigore, 420 megawatt, equivale al consumo annuale di 370.000 famiglie delle isole, ovvero il 46% del totale.

Da 53 parchi eolici nel 2015, si è arrivati a 85 impianti nel 2018 e solo negli ultimi 3 anni sono stati attivati 32 nuovi parchi, già operativi.

La REE ha annunciato che applicherà misure di controllo affinché i proprietari dei parchi eolici interrompano tutte le attività fino a nuovo ordine, ma le Canarie, è stato annunciato, hanno già altre prospettive all’orizzonte, come l’introduzione di piattaforme galleggianti per l’eolico e la realizzazione del Chira-Soria, per il quale è già stata finalizzata la gara per l’impianto di dissalazione a Santa Águeda, Arguineguín, sull’isola di Gran Canaria.

Franco Leonardi