L’affluenza incontrollata è il problema dell’isola di Lobos

Foto di Gerhard Romero

Lo studio di valutazione ambientale sull’isola di Lobos mostra danni alla fauna e alla flora, critica la mancanza di coordinamenti tra le amministrazioni e punta sulla necessità di dare seguito alle azioni intraprese contro l’affluenza incontrollata con controlli efficaci.

Lo scorso 21 gennaio, la piattaforma sociale “Todos con Lobos” composta da 1.500 persone si è riunita per chiedere che venga ripensato il limite al numero di visitatori sull’isola e si cerchi una soluzione condivisa.

Inoltre chiedono provvedimenti per garantire sia la protezione dell’ambiente sia l’uso controllato e razionale di questo luogo unico.

Il Governo delle Canarie è in procinto di approvare una modifica al Piano di Uso e Gestione (PRUG) di Lobos che stabilisce la capacità di accoglienza e regole per evitare l’affluenza incontrollata.

La modifica, che interessa la gestione e le conseguenze sull’ambiente dell’uso pubblico del Parco Naturale ha determinato l’elaborazione di uno studio di valutazione ambientale.

Dal 15 gennaio scorso è operativo il PRUG che prevede l’ingresso di 200 persone nella fascia antimeridiana e 200 nella fascia pomeridiana, per un totale di 400 ingressi al giorno.


Lo studio di valutazione ambientale ha però evidenziato che ci sono giorni con 1.400 accessi all’isola.

Si tratta di un numero molto distante da quanto stabilisce la normativa, pertanto come soluzione, il documento propone due possibilità, in alternativa alla situazione attuale.

La prima prevede di accogliere circa 700 persone al giorno, mentre la seconda prevede un numero ancora più ampio di visitatori, ma distribuiti su un’area più ampia che includa il faro di Lobos, Las Salinas e la superficie compresa tra el Puertito e Las Casas de el Puertito.

Quest’ultima ipotesi è quella che sembra meglio coniugare la realtà giuridica del PRUG, con la situazione attuale e con la domanda dei turisti.

I visitatori ammessi sarebbero circa 1.300, accolti in luoghi attrezzati, con il minore impatto possibile sull’ambiente. Il problema, in questo caso, non sarebbe tanto il numero di visitatori, ma poter garantire la vigilanza sui luoghi, facendo rispettare le regole.

Uno degli obiettivi dello studio è capire quale possa essere il numero di turisti che il Parco Naturale può recepire, quale modo e ritmo di visite non vadano a creare intrusioni o danni nell’ambiente e come si possano creare le condizioni favorevoli sia alla conservazione della biodiversità che alla soddisfazione dell’utente.

Negli ultimi anni c’è stato un generale miglioramento per quanto riguarda la biodiversità, l’ecosistema e l’ambiente, fanno eccezione la zona del molo, del Puertito, Las Lagunitas e la Caldera dove il problema principale è la mancanza di spazi attrezzati per il pubblico.

Secondo questo studio, dunque, sarebbe vitale per il futuro, modificare le strategie ambientali, i sentieri e le attrezzature.

Il documento prende in considerazione anche la popolazione locale che sembrerebbe in fase decrescente, e un censo non adeguato al numero di imbarcazioni private che vanno a Lobos, e non registrate nel porto di Corralejo.

Un via vai di visitatori che genera un’affluenza incontrollata non solo diurna, ma con pernottamenti selvaggi che alterano le condizioni naturali dei luoghi.

Lo studio ambientale non risparmia critiche all’amministrazione che sarebbe carente in regolamenti, coordinamento e vigilanza.

Il tasso di presenza umana nell’isola è solo del 3% e si concentra nella zona del litorale dove quindi si localizza il pericolo maggiore per l’ambiente.

I danni più gravi derivano dall’edificazione incontrollata, dalle discariche, dalla rimozione del verde, dalla caccia e la pesca illegali nonché dall’introduzione di fauna e flora invasive a discapito di quelle locali e il mancato rispetto di zone ad accesso limitato o proibito.

Una pratica quest’ultima che disturba la nidificazione di uccelli marini e rapaci come ad esempio la pardela cenicienta e la crescita della vegetazione locale, incluse alcune specie in pericolo di estinzione.

Tra le falle evidenziate dal documento c’è la mancanza di controllo degli spazi marini dove è alto il rischio che gli idrocarburi dei motori delle barche o il rumore stesso possano provocare fastidio nelle specie marine o, addirittura, possa avvenire un urto tra cetacei e imbarcazioni.

Anche la “Zona Especial de Conservación Marina de Corralejo” che arriva fino all’isola di Lobos è colpita dalla mancanza di controllo da parte del Governo delle Canarie, al quale si chiede d’intervenire coordinandosi con l’amministrazione locale per difendere un’area dove vivono tartarughe e delfini.

Il Dipartimento all’ambiente del Governo deve decidere se si può derogare dalla valutazione ambientale e avvalersi della valutazione semplificata che gli è stata sottoposta.

In seguito dovrà elaborare un documento ambientale strategico del PRUG e lo sviluppo sarà per fasi.

Le priorità per il primo anno di lotta all’affluenza incontrollata sono la vigilanza, il programma di ricerca e di consapevolezza ambientale.

ACCESSO

Attualmente è in funzione un sistema di accesso all’isola che obbliga ogni visitatore ad ottenere, via internet, l’autorizzazione dal Governo.

Anche se nei primi giorni ci sono stati dei blocchi del sistema di prenotazioni, non sono stati coperti i 200 posti disponibili.

Il 1 febbraio scorso, per esempio, ci sono state un centinaio di prenotazioni per la mattina e poco più di 25 per la fascia pomeridiana.

Secondo il Governo, benché si tratti di una fase sperimentale, i risultati sono positivi.

PROTESTA

Le società di trasporto marittimo con Lobos, i gestori del ristorante, le famiglie che hanno immobili e chi regolarmente si reca sull’isola si sono costituiti in un comitato dal nome “Todos con Lobos” e chiedono che sia sospesa questa estrema limitazione degli ingressi all’isola a favore di una soluzione concertata.

Inoltre hanno espresso la preoccupazione per i risvolti economici di questa decisione che disincentiva in modo pesante l’arrivo di turisti sull’isola.

FUTURO

Il cambio del numero massimo di visitatori stabiliti dal PRUG per evitare l’affluenza incontrollata dovrebbe dare risultati nei prossimi mesi e nello stesso arco temporale si dovrebbe chiarire il futuro del ristorante e delle costruzioni presenti sull’isola che dovrebbero ricadere sotto la tutela del Governo centrale come Beni di Interesse Culturale.