Danni al patrimonio geologico di Fuerteventura a causa di una pellicola del 2017

Foto da www.noticiasfuerteventura.com

Il film intitolato “L’uomo che uccise Don Quijote” aveva come sfondo i volti modellati nella pietra e ritenuti un atto vandalico al patrimonio geologico.

In una scena l’attore Adam Brady passa di fronte alla parete di roccia localizzata nel municipio de La Oliva, nell’isola di Fuereteventura e che è stata oggetto della denuncia effettuata la scorsa settimana da parte della Fundación Telesforo Bravo-Juan Coello.

La Fundación Telesforo Bravo-Juan Coello da tempo denuncia il comportamento incivile di turisti e residenti che impilano le pietre per fare figure a forma di cuore o croce,  le dipingono con la vernice spray per farne segnali per i sentieri o manomettono il paesaggio naturale danneggiandolo.

I danni alla parete rocciosa, secondo il portavoce della fondazione ambientalista, sono un nuovo deplorevole attacco contro il patrimonio naturalistico delle Canarie, in questo caso di Fuerteventura.

C’è il dubbio che l’atto, ritenuto vandalico dalla Fundacion, sia avvenuto in concomitanza con le riprese del film quando qualcuno, con velleità di scultore ha distrutto un luogo di grande interesse geologico per scolpire i volti che si vedono in una delle scene chiave del film.

Il protagonista, Adam Brady, in una scena carica di tensione, avanza verso le rovine di una chiesa, aggiunta in post produzione, e sullo sfondo si vedono i volti scolpiti nella roccia che secondo la Fundacion sono un danno irreparabile.


L’ente ambientalista  ha localizzato le sculture nella Caldera Rebanada che è uno degli otto crateri vulcanici del nord di Fuerteventura.

Un cono che eruttò 135mila anni fa, facendo  ingrandire l’isola di 112 kmq e si formò quindi l’isola di Lobos, oggi parco naturale.

Secondo il portavoce della fondazione l’opera sarebbe stata di un qualche pregio se fosse stata scolpita nello studio dell’artista, senza creare danni al patrimonio geologico dell’isola.

Il film in questione “L’uomo che uccise Don Quijote”, peraltro è stato diretto da Terry Gilliam, ex componente de I Monty Python ed è stato premiato con due Premio Goya, ma, apparentemente, è nato sotto una cattiva stella. 

Ci sono voluti quasi venti anni perché si potesse portare a termine.

Le prime scene furono girate nel 2000, ma si dovette interrompere per il ricovero in ospedale del protagonista che al tempo era Jean Rochefort.

Successivamente ci fu un secondo stop per le pessime condizioni meteo nella zona delle riprese e subentrarono problemi di finanziamenti.

Il secondo protagonista, John Hurt, dovette abbandonare la produzione per una grave malattia e alla fine la prima del film fu proiettata al Festival di Cannes del 2018.

Il film ha guadagnato poco meno di due milioni di dollari e non è stato ben accolto dalla critica.

Fuerteventura è stata solo una delle tappe delle riprese, scelta probabilmente per le notevoli agevolazioni fiscali di cui godono le produzioni cinematografiche alle Canarie, ma anche per il paesaggio vulcanico che ben si presta come location del film.

Claudia Di Tomassi