Intervista ad Alessandro Degasperi, l’Ironman italiano a Lanzarote

Ciao a tutti, oggi abbiamo l’onore di intervistare Alessandro Degasperi, grandissimo campione Ironman che in questo momento siamo riusciti a rintracciare sull’isola di Lanzarote dove sta eseguendo gli allenamenti per la competizione di maggio 2019. La sua storia è ampiamente conosciuta: primo posto Ironman 2015 e 2018 isola di Lanzarote, secondo posto a Lanzarote 2017, poi abbiamo la partecipazione al campionato del mondo alle Hawaii, insomma una ampia e larga storia benché giovane, classe 1980, non più giovanissimo dice lui ovviamente per i grandi sforzi che si devono fare, ricordiamo che sono 3860 m a nuoto, 180 km in bicicletta e 42 km di corsa. Bene, iniziamo la nostra intervista ringraziandolo per il tempo che ci ha dedicato, di corsa non avrei mai potuto rincorrerlo, perciò siamo ben felici di stare qui seduti con lui.

Io inizierei l’intervista chiedendoti innanzitutto come ti sei avvicinato allo sport dell’Ironman, alle competizioni Ironman, che età avevi? Qual è stato l’approccio?

A.D.: Diciamo che all’Ironman ci sono arrivato dopo tanti anni che ho fatto triathlon, è stato un passaggio graduale da quando avevo 16 anni con distanze molto brevi, dopo man mano mi sono spostato sugli sprint e sugli olimpici, ho fatto due quadrienni con la nazionale fino… Diciamo quadriennio olimpico 2000-04 e 2004 -08 dopo di che mi sono spostato sulle distanze lunghe quindi prima il mezzo Ironman ed ho iniziato a fare l’Ironman completo nel 2014.

G.: Ah perfetto, perciò c’è stata una sorta di gavetta prima di buttarsi nella vera competizione, una gavetta di qualche anno.

A.D.: Ma diciamo più che gavetta, io la vedo come un’evoluzione abbastanza naturale di chi fa questo sport, finché sei giovane hai l’ambizione di andare alle olimpiadi con la massima espressione del triathlon corto, purtroppo io non sono riuscito a qualificarmi per via di un infortunio abbastanza grosso che ho avuto nel 2007 quindi è anche per quello che avevo deciso di spostarmi sulle distanza lunghe, chiaramente dopo quando ti affacci al mondo del triathlon senza scia, del no draft, dei mezzi e degli Ironman, l’obiettivo è qualificarsi al mondiale, in particolare a quello delle Hawaii.

G.: Ok, perfetto. Una domanda sorge spontanea, credo sia doveroso chiederti come inizia la giornata di un Ironman e come finisce. Correndo inizia e correndo finisce?


A.D.: Diciamo che noi professionisti ci alleniamo parecchio, facciamo almeno due, tre allenamenti al giorno e poi a seconda dei periodi e dei momenti della stagione, per esempio adesso sono qui a Lanzarote per la seconda volta faccio dei camp di preparazione, qui ci si allena dalle 30 alle 35 ore a settimana.

G.: Che ricordiamo una preparazione tipo quella di oggi, è stata di quanti km in bicicletta?

A.D.: Stamattina abbiamo fatto 4 ore in bicicletta, quasi 130 km con dei lavori a cronometro e delle cose un po’ specifiche e nel pomeriggio faremo corsa e nuoto.

G.: Be’ ricordiamo una cosa innanzitutto, che per noi italiani è un orgoglio perché tu sei italiano che vivi in Italia, ovviamente per lavoro ti sposti in varie parti del mondo però sei italiano, di quale zona esattamente? Quale regione?

A.D.: Io vivo in Trentino, in val di Fiemme, in inverno devo spostarmi perché a casa mia in questo momento c’è la neve, approfitto per venire in posti come questo, Lanzarote in assoluto è il mio preferito.

G.: Ho saputo, cercando su internet, per conoscere la tua personalità e soprattutto cercare di scoprire se tu avessi una famiglia, cosa che mi hai confermato, hai una moglie, un figlio – se non sbaglio- di 12 anni, ecco, come è conciliare la vita di sportivo con la vita di marito e soprattutto la vita di padre. Tuo figlio lo stai avvicinando al mondo dell’Ironman?

A.D: Allora… per rispondere alla prima domanda: chiaro, si fanno dei sacrifici, li faccio io per stare via di casa per allenarmi, li fanno ovviamente mia moglie e mio figlio che rimangono a casa e devono un po’ arrangiarsi. Diciamo che si tratta di stringere un po’ i denti i primi mesi dell’anno, gennaio e febbraio, poi cerco di stare più possibile a casa, poi d’estate da me ci si allena molto bene, poi ti dirò che quando vado via per le gare, per esempio, cerco sempre di portarli quindi riusciamo a viaggiare tutti insieme.

G.: Perciò riesci a conciliare bene la vita da sportivo, padre e marito…

A.D.: Siii.

G.: La motivazione per la quale è stata scelta l’isola di Lanzarote per l’Ironman, da quello che mi hai anche anticipato prima, è che comunque Lanzarote pare essere una delle più dure competizioni del mondo.

A.D.: Si si, l’Ironman di Lanzarote è soprannominato il “Mas duro” perché comunque ci sono delle caratteristiche abbastanza peculiari di quest’isola, in primis il vento, i percorsi con molto dislivello, perché alla fine 180 km di bici hanno più o meno 2500 m di dislivello, si gira più o meno  in tutta l’isola e quindi lo fa diventare una gara molto dura, sicuramente una delle più dure del circuito ufficiale dell’Ironman, diciamo che sicuramente Lanzarote è una delle più dure.

G.: Come mi hai anticipato la massima competizione a cui aspira un Ironman della tua portata è ovviamente la partecipazione all’Ironman delle Hawaii.

A.D.: Si, l’Ironman delle Hawaii è sicuramente la gara a cui tutti gli atleti sia professionisti che amatori ambiscono fare. Ci si arriva quasi esclusivamente per qualifica, dico quasi perché comunque ci sono anche degli altri modi per farlo. Per esempio, se fai tanti Ironman, dopo un certo numero, entri in una lista per cui hai il diritto di essere poi estratto, ma il modo standard per partecipare è quello di qualificarsi e quindi il campionato del mondo è la massima aspirazione di tutti gli Ironman.

G.: Ti pongo un’ultima domanda. La preparazione da quello che posso aver inteso è annuale, cioè non è che inizia qualche mese prima di una competizione, tu praticamente sei in allenamento tutto l’anno perciò seguirai una tua dieta, se questa sera decidiamo di invitarti ad una grigliata con salse miste delle isole Canarie, potresti partecipare?

A.D.: Assolutamente si, oggi ho bruciato almeno 6 mila calorie quindi mi posso permettere anche la grigliata con papas arrugadas… vanno benissimo!

G.: Perciò non ti toglie nulla, ma quando comunque sei in pieno allenamento, in piena preparazione fisica, hai una dieta particolare da seguire? Determinati alimenti?

A.D.: Si, diciamo più che altro ci sono cose da evitare, quindi si cerca di tenere un’alimentazione bilanciata, equilibrata, con alimenti sani. La quantità dipende molto dall’uso, non puoi sicuramente privarti del cibo altrimenti poi non riusciresti ad allenarti il giorno successivo.

G.: In una giornata normale di un Ironman, in un allenamento quante calorie mediamente si bruciano?

A.D.: Non so… Questa mattina in bici avrò bruciato più o meno 3 mila calorie, dopo di che è il basale, dopo con gli altri allenamenti e quindi 5/6 mila calorie al giorno nel periodo grosso di preparazione si bruciano, poi ovviamente bisogna stare un po’ più attenti man mano che si avvicina la gara perché comunque devi riposare, gli allenamenti diminuiscono, ovviamente devi anche seguire, a quel punto sì, un’alimentazione più specifica.

G.: Bene, Alessandro, innanzitutto ti ringrazio per questa intervista perché per noi e credo proprio per il popolo italiano che è presente in massa nelle isole Canarie, sei un grandissimo orgoglio. Io ho visto anche l’anno scorso il tuo modo dell’approcciarti quando ti hanno fatto l’applauso sul volo Ryanair e fa sempre molto piacere conoscere un campione nello sport e un campione fuori dallo sport. Questo per me è un orgoglio in entrambe le direzioni, soprattutto ho trovato e ho conosciuto in te una persona disponibile, educata , ma  soprattutto ben disposta a spiegare cos’è un Ironman al mondo, benché nel mondo si è soliti parlare del classico sport che potrebbe essere il football o altri sport magari più o meno di business, mentre tante volte bisognerebbe dare più spazio effettivamente a chi veramente conosce il senso della fatica affrontando quelle che sono le fatiche di un ciclista, di un nuotatore e soprattutto di un corridore. Io ti ringrazio veramente Alessandro e come si suole dire in bocca al lupo…

A.D.: Ok grazie viva il lupo!

Intervista di Gianluca Marucchi e Fabrizio Fardellini