Lanzarote cerca famiglie per l’affido temporaneo di minori

San Gines ha dichiarato che l’isola dispone di circa 50 posti in case di accoglienza ma non ci sono famiglie sufficienti per accogliere temporaneamente i minori.

La consigliera alla Salute Sociale del Cabildo di Lanzarote ha creato una campagna speciale per l’isola in appoggio al programma canario di affido Familiare per incentivare l’accoglienza, l’attenzione e la cura temporanea dei minori che, attualmente, sono sotto la protezione della Comunità Autonoma e per varie ragioni non possono continuare a vivere con le famiglie biologiche.

Il Presidente del Cabildo di Lanzarote, Pedro San Gines e la consigliera alla Salute sociale hanno voluto fare un appello alla solidarietà per tutte quelle famiglie di Lanzarote e La Graciosa che hanno la possibilità e che desiderano diventare affidatarie e ora possono farlo attraverso il programma di “Affido Familiare del Governo delle Canarie”.

Attualmente Lanzarote dispone di 50 posti in case di accoglienza e non ci sono famiglie sufficienti per accogliere in maniera temporanea i minori che per varie cause non possono rimanere con la famiglia biologica.

Bambini ai quali non vengono garantiti bisogni e attenzioni e per i quali si propone la convivenza con una famiglia affidataria per evitare che entrino o rimangano nei centri per minori.

Lo scopo è che questi ragazzi incontrino il calore, l’attenzione, le cure e l’educazione di una famiglia e nell’immediato presente la qualità di vita sia migliore.


Per il futuro si auspica la ricongiunzione con la famiglia di origine, sempre che siano venute meno le cause che hanno determinato l’allontanamento.

In nessun caso si tratta di un’adozione che è un gesto che richiede grande consapevolezza e generosità verso i piccoli.

All’interno del programma “Affido Familiare del Governo delle Canarie”, questa campagna di ambito locale invita le famiglie di Lanzarote che sono disposte ad accogliere un minore in maniera temporanea ad informarsi su cosa possono fare per questi bambini.

Si tratta di dar loro una vita migliore anche se per un tempo limitato, fuori dai centri per minori e all’interno di un ambiente familiare in cui avrebbero diritto di vivere.