Un pezzo di storia italiana a Gran Canaria: il valore dei sentimenti

Il sentimento è quello stato d’animo che dura più a lungo delle emozioni e che presenta una minore incisività rispetto alle passioni, ma il sentimento, se non è manifestato con l’azione che informa dell’evento che ha suscitato questo stato interiore, resta soltanto un fenomeno personale che muore con noi stessi.

Allora, perché ciò non accada, perché il fatto non venga dimenticato, è necessario ricorrere al potere della  testimonianza.

Quindi, testimoniare per non dimenticare!

Il momento storico dell’Italia del 1888

Il 1888 l’Italia era sotto il Regno di Umberto I.

Il mondo politico di quell’epoca vide l’affermazione della sinistra in contrapposizione con quella destra borghese preoccupata solo di ottenere profitti dal mondo industriale.


L’obiettivo del governo italiano era di elevare il Paese ad una posizione internazionale paragonabile a quella delle altre nazioni europee.

Purtroppo, nel febbraio del 1888 vi fu un disastroso accordo tra il capo del Governo Francesco Crispi e il Cancelliere tedesco Otto von Bismarck circa un possibile attacco alla Francia.

Si stava maturando uno scenario di guerra che la Francia intuì e per ritorsione bloccò tutte le importazioni dall’Italia.

Il fatto (13 settembre 1988) e il monumento marmoreo

Molti italiani, che nei loro viaggi emigratori erano riusciti a realizzare una discreta fortuna, facevano ritorno al loro Paese per vivere il resto della loro esistenza tra la propria gente, ma con un tenore di vita di migliore qualità.

Il transatlantico Sud America era una nave italiana di 1.258 tonnellate appartenente alla flotta de La Veloce di Genova, in transito da Buenos Aires a Genova. 

I passeggeri erano costituiti principalmente da italiani che stavano tornando a casa, portando con sé i guadagni di anni di duro lavoro.

Ma sul destino di alcuni era scritto che questo evento non doveva realizzarsi.

Alle 6 del mattino del 13 settembre 1888, il transatlantico italiano Sud America​​, fece la manovra di ormeggio nella baia di Las Palmas, quando fu speronato a prua dalla nave a vapore francese della Société Générale Transatlantique (SGT) di Le Havre La France che in quel momento aveva lasciato lo stesso ancoraggio per continuare il suo viaggio.

La nave italiana affondò rapidamente in quindici metri d’acqua, a meno di 600 metri dalla riva.

Il primo ufficiale Tommaso Gallucci perse la vita e con lui altri quattro membri dell’equipaggio e settantaquattro passeggeri.

Tra questi c’erano i dodici membri dell’equipaggio della barca a vela Minerva che erano sopravvissuti al naufragio della loro piccola goletta affondata al largo della costa del Brasile.

Il destino questa volta non concesse loro una seconda possibilità.

Il Sud America ​​era sotto il comando del capitano Carlo Bertora e, grazie alla sua ottima condotta, non ci fu rimpianto per maggiori perdite umane.

Ricordiamo l’enorme aiuto fornito dall’equipaggio dei piroscafi che quel giorno erano presenti in porto.

Nell’antico cimitero di San José (Las Palmas), nel 1892, fu eretto un monumento per rievocare quel doloroso evento in cui l’Italia è rappresentata da una giovane donna dall’espressione triste con la testa coronata da torri e muraglie (Italia turrita) che indica una corona di alloro in ricordo di tutte le vittime della tragedia, al cui interno vediamo l’iscrizione “AI SUOI FIGLI”.

Sotto alla corona una lapide, poggiata a terra, che porta la scritta “LA CARITÀ DELLA PATRIA LONTANA”.

Intensa di significato e di sentimento la parola carità!

Si vuole intendere la carità che i latini traducevano con caritas e che assunse il suo significato profondo indicando l’amore che, secondo il concetto cristiano, unisce gli uomini con Dio e tra loro attraverso Dio.

La diatriba con la Francia

Come accennato in precedenza, i rapporti con la Francia non erano buoni e, naturalmente, tutta questa tensione fra le due nazioni si ripercosse anche sulla questione delle responsabilità dell’incidente.

Certamente non ci fu mancanza di polemiche o notizie nella stampa del tempo.

Alla fine fu emessa una sentenza che diede ragione agli italiani, condannando la società francese S.G.T. al pagamento dei danni.

La cerimonia

Il Console Onorario d’Italia, Carlos De Blasio, ha voluto ricordare questa triste storia con una cerimonia commemorativa che si è tenuta all’interno dello stesso cimitero di Las Palmas il 13 settembre 2018.

Lo spirito di tale riunione era quello della testimonianza: rievocare quel tragico evento che colpì 130 anni fa il nostro Paese e questo per non dimenticare

Non dimenticare l’evento e tutto il contorno delle questioni che in seguito si svilupparono, come la solidarietà del popolo spagnolo che si prestò ammirevolmente per il soccorso, la situazione critica con la Francia, il destino avverso degli uomini e comunque, sempre, dover chinare il capo davanti all’ineluttabilità delle cose che la nostra breve vita ci offre.

Alla cerimonia hanno partecipato le autorità spagnole:

  • il vicepresidente del Governo canario, Pablo Rodriguez,
  • il Presidente dell’Autorità Portuaria di Las Palmas, Juan José Cardona,
  • il Presidente dell’Associazione dei collezionisti marittimi, José Juan Rodriguez.

Dalla parte italiana, oltre al console Carlos De Blasio, ha presenziato il Presidente dell’A.P.I.C.E. (Associazione Pensionati Italiani e Connazionali all’Estero), Giuseppe Bucceri, che è stato accompagnato da alcuni soci.

Tutte le autorità hanno esposto il loro pensiero e dai loro interventi, molto incisivi e circostanziati, sono emersi quei sentimenti  di rispetto, solidarietà e amicizia che rendono significativi incontri come questo.

Ricordare per non dimenticare e fare cerchio tenendosi fortemente per mano con carità, quella carità che unisce fraternamente gli uomini in un unico destino.

Quindi, sono stati deposti dei fiori ed è stato lasciato qualche minuto ai presenti per le proprie riflessioni personali. La cerimonia ha quindi trovato la sua conclusione con il canto della soprano Rosanna Ciulli, anche lei membro dell’Associazione A.P.I.C.E., che ha intonato magistralmente l’Ave Maria.

Un ringraziamento particolare va al nostro console onorario Carlos De Blasio, promotore di questa iniziativa, alle Autorità spagnole che sono intervenute mostrando il loro sentimento di amicizia e rispetto nei confronti del nostro Paese e, infine, al Presidente dell’A.P.I.C.E., Giuseppe Bucceri per averci reso consapevoli anche di questo pezzo di storia italiana.

Stefano Dottori