I posti di lavoro nel turismo e commercio resistono nonostante tutto

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Il calo del numero di turisti che arrivano alle Canarie non ha avuto riflessi sulla creazione di posti di lavoro in questi due settori.

Le Canarie hanno chiuso il 2018 con la conferma che gli anni di gloria del turismo e del commercio hanno toccato il vertice.

Il calo di visitatori stranieri era una notizia attesa da tempo in un settore che continuava a battere record su record. Per qualcuno si tratta di un fenomeno di normalizzazione o stabilizzazione di due settori che non hanno mai smesso di crescere.

Ci si chiede se sia stato il trend positivo del 2017 a favorirli e se sia arrivato il momento di una nuova recessione

Alla fine del 2018 alle Canarie si sono registrati quasi 16 milioni di turisti, un 3% in meno dell’anno precedente, ma comunque più che sufficienti a generare un incremento dell’occupazione nel settore del turismo e in quello del commercio a cui è intimamente legato, e favorito dal trend del 2017.

I dati regionali sull’impiego nel settore turistico mostrano un aumento del 3% nel 2018 rispetto all’anno precedente con quasi 260 mila occupati, secondo il dato diffuso da Tourspain che colloca le Canarie come la quinta comunità autonoma con più lavoratori nel settore.


I dipendenti assunti con contratto stabile sono aumentati di tre punti percentuali, mentre gli autonomi e i piccoli imprenditori legati al mondo del turismo sono aumentati del 2%.

Quindi nonostante la riduzione nel numero di turisti arrivati, non sono diminuite le spese che hanno realizzato.

L’aumento del numero degli occupati nel turismo ha avuto come conseguenza un aumento del 2% delle iscrizioni alla Seguridad Social.

Per quanto riguarda il commercio, si è registrato un aumento delle spese che ciascun turista realizza durante il suo soggiorno alle Canarie e, rispetto al 2017, gli operatori hanno calcolato un incremento di 1,9% stando ai dati diffusi dalla camera di Commercio di Santa Cruz.

La stessa Camera di Commercio, dopo i cinque anni di continua crescita, è orientata alla prudenza nelle previsioni, sia per le vendite che per la creazione di nuovi posti di lavoro e sta predisponendo corsi di formazione, specializzazione e digitalizzazione come mezzi per contrastare un eventuale calo.

Gli anni d’oro sembrerebbero quindi arrivati alla fine sia per il turismo che per il commercio e di conseguenza anche l’occupazione in entrambi i settori dove, senza parlare di crisi, si dovrebbe verificare una frenata.