La nuova patente a punti, ecco come funziona

L’entrata in vigore il primo luglio 2016 della patente a punti, strumento con il quale la DGT pretende di promuovere la sicurezza stradale, sensibilizzando in primis i guidatori, ha coinciso con la riduzione del numero dei sinistri, benché questi siano aumentati nel corso dell’ultimo anno per effetto della crisi, che ha portato a un calo di investimenti in manutenzione dei veicoli e delle strade.

Ma come funziona esattamente il meccanismo della nuova patente?

Innanzitutto va precisato che coloro che ne sono in possesso iniziano con 12 punti, che diventano 8 in caso di neo patentati ma che possono arrivare fino a 15 in caso il conducente non commetta alcuna infrazione.

Grazie ai punti la DGT può avere il cosiddetto termometro del comportamento della popolazione quando è alla guida, rilevando le infrazioni più gravi e individuando coloro che violano regolarmente il codice della strada.

Quando un conducente accumula sanzioni, perde punti che, a seconda del tipo di infrazione, possono essere in numero di 3, 4 o 6, benché già al minimo superamento dei limiti di velocità sono 2.

In particolare sono 20 i comportamenti scorretti che provocano la perdita dei punti sulla patente, ovvero superare i limiti di velocità, guidare sotto l’influenza di droghe o alcol, rifiutarsi di sottoporsi ai test per rilevare l’assunzione di droghe o alcol, guida pericolosa, uso del cellulare durante la marcia, manipolazione del conta chilometri o del rilevatore della velocità.


Il numero massimo dei punti che si possono perdere è 6 per infrazione e vi sono 8 infrazioni che comportano questa perdita: guidare con un tasso alcolemico superiore a 0,5 (o 0,3 nel caso di autista di professione o di conducente con meno di 2 anni di esperienza), sotto all’effetto di  stupefacenti, rifiutare di passare un test alcolemico o per rilevazione sostanze stupefacenti e superare ampiamente i limiti di velocità.

Considerando le più comuni abitudini degli spagnoli al volante, la maggior parte dei punti verrà persa per velocità sostenute, con ammende tra i 100 e i 500 euro e la perdita di 2/6 punti, ma anche per l’uso del cellulare alla guida, comportamento che si traduce in una perdita di 3 punti e una multa di 200 euro.

L’eccesso di alcol prevede invece la perdita di 4 o 6 punti, a seconda della quantità riscontrata nel soggetto, multe da 500 euro e il ritiro temporaneo della patente.

È possibile recuperare i punti, e se sì come?

A seconda del tipo di infrazione commessa e dei punti persi, occorre aspettare un certo lasso di tempo per poter ricaricare di nuovo i punti sulla patente; così se sono stati perduti meno di 6 punti, sarà possibile tornare al saldo iniziale di 12 a condizione di non commettere alcuna infrazione durante i 2 anni successivi all’evento.

Se si perdono 6 punti, occorre trascorrere 3 anni senza alcuna infrazione prima di poterli recuperare, anche se è possibile seguire un corso di riabilitazione e rieducazione: in questo caso i punti vengono recuperati se sono trascorsi almeno 2 anni tra un corso e l’altro.

Perdere punti sulla patente è quindi molto facile, ma per guadagnarne come ci si deve comportare?

Molto semplice: in maniera ineccepibile!

La prima cosa da fare è controllare i punti della propria patente sul proprio profilo del sito della DGT che, in caso di assenza di infrazioni, riporta un totale di 12 punti; nei primi 3 anni senza infrazioni si sommano 2 punti ai 12 originari e, dopo 3 anni di analogo comportamento, si ha 1 punto in più, arrivando a un totale di 15 punti.

I recidivi circa i controlli positivi per alcol e droghe, alla fine perdono definitivamente la patente fino alla loro riabilitazione.

Franco Leonardi