Le grotte dei Canari abitate nuovamente

Almeno due persone vivono all’interno del sito archeologico di Cueva de los Canarios, uno dei luoghi del periodo preispanico, chiuso al pubblico nel 2016.

Il sito della Cueva de los Canarios è costituito da un gruppo di grotte situate nella montagna di El Confital.

Secondo il blog Viviendo la historia, questa enclave ha due grandi cavità e molti altri “scavi artificiali” sulla collina che sono stati utilizzati dai primi coloni per vari scopi, dalla recinzione per il bestiame ai silos per conservare il grano, così come cisterne per immagazzinare l’acqua e una cava di macine all’ingresso, come indicato in Conoce La Isleta.

Il deposito è formato da “tre gruppi di grotte a diversi livelli”, essendoci nel livello superiore una cavità artificiale di circa quattro metri di lunghezza e cinque camere “che potrebbero essere silos di stoccaggio”.

Nella parte inferiore si trova la buca più profonda che presenta “diversi fori intagliati nella parete”.

Decisamente un lavoro fatto bene, perché queste cavità dichiarate nel 2009 Bien de Interés Cultural sono state abitate fino ad ora.


Dopo secoli, la Cueva de Los Canarios è tornata ad essere abitata da, almeno, due persone una delle quali sembrerebbe essere una cittadina statunitense che da circa 3 mesi vi ha preso alloggio.

La donna approfitta delle visite dei turisti al sito archeologico di El Confital per proporsi come guida turistica improvvisata in cambio di qualche euro.

Una situazione pericolosa e irregolare dal momento che l’accesso alle grotte è vietato per motivi di sicurezza dopo che si sono verificati crolli di pietre dal fianco della montagna.

I residenti hanno già segnalato lo stato di abbandono di questo sito preistorico e fa loro eco  Miplayadelascanteras.com, sito web dedicato alle bellezze di Las Canteras.

Il rischio per la vita di queste persone che occupano le grotte è alto; non molto tempo fa una donna e un uomo che vivevano all’interno di una di queste cavità sono caduti accidentalmente in due diverse occasioni e sono rimasti uccisi.

Per certo non erano i primi ad essersi stabiliti lì, già nel 2011 i pompieri dovettero spegnere un incendio che si era propagato da una delle grotte occupate.

Fortunatamente non ci furono vittime né grossi danni a La Cueva e in quell’occasione i servizi di pulizia urbana dovettero rimuovere quasi un centinaio di chili di spazzatura e mobilio bruciato.

Nel luglio del 2015 si staccarono alcuni massi dal fianco della montagna e finirono vicino alla spiaggia di El Confital che rimase chiusa per alcuni giorni.

Le pietre pesanti fino a 4 tonnellate rotolarono fino alla passerella in legno che porta alla spiaggia, a un centinaio di metri dalla postazione della Croce Rossa.

In quella circostanza il Cabildo annunciò l’inizio di uno studio geotecnico per verificare lo stato di quel versante della montagna.

Un indagine sul campo eseguita un mese dopo la frana dal geologo Ismael Solaz ha fatto emergere che ci sono altri settori che in futuro, in un momento non determinabile,  potranno dare problemi di stabilità.

Data la situazione, nel 2016 si procedette a chiudere gli accessi e da allora sono stati collocati dei pannelli informativi in un punto dove i visitatori possono apprezzare il complesso di grotte, ma senza accedervi.

Claudia Di Tomassi