Il nuovo calendario vaccinale rende le Canarie la comunità più avanzata di Spagna nella lotta contro le malattie trasmissibili

La Strategia Globale contro le malattie trasmissibili portata avanti dal Governo delle Canarie include il vaccino contro il meningococco di tipo B e il vaccino tetravalente antimeningococco.

Il Consiglio di Sanità del Governo delle Canarie si è riunito nei giorni scorsi con il Comitato per i vaccini di cui fanno parte rappresentanti delle società scientifiche, per presentare la proposta di includere nel nuovo calendario vaccinale un vaccino tetravalente antimeningococco e un vaccino contro il meningococco del gruppo B, oltre a quello contro il papillomavirus e contro i 9 genotipi del VPH.

Le novità presuppongono una modifica del calendario vaccinale e un investimento di circa tre milioni di euro con i quali sarà possibile garantire anche l’equità nell’accesso ai vaccini e il potenziamento del vaccino antinfluenzale. Questo investimento sulla salute dei cittadini rende le Canarie la comunità autonoma con il calendario vaccinale più avanzato di tutto il paese.

Questo cambio nel calendario sarà disponibile prima dell’estate e saranno coinvolte circa 8.500 bambine possibili destinatarie del vaccino anti VPH, oltre ad adulti dal comportamento sessuale promiscuo.

Quasi ventimila preadolescenti potranno beneficiare del siero trivalente anti meningococco e circa 17 mila bambini sotto l’anno di età saranno trattati contro il meningococco B.


Attualmente esistono 12 ceppi di meningococco e la gran parte dei casi di meningite sono prodotti da 6 gruppi: A, B, C, W, X e Y. 

L’incidenza di meningite è aumentata tra il 2014 e il 2018, e in particolare tra il 2017 e il 2018 si è registrato un incremento di casi del 27% rispetto al biennio precedente, dovuti ai ceppi C, W, Y.

A fronte di questi dati il Governo delle Canarie ha introdotto, a partire dai 12 anni di età, il vaccino tetravalente che protegge dai ceppi A, C,W,Y e che sostituirà quello contro il ceppo C, scelta che è stata determinata dall’aumento di casi riscontrati in Europa e dalla virulenza degli episodi.

L’introduzione del vaccino contro il meningococco B è motivata dalla gravità di questo ceppo e dalle conseguenze non prevedibili del decorso.

Benché si tratti di un ceppo raro, proprio per l’imprevedibilità che lo caratterizza, non può essere escluso che in futuro si presenti in modo più diffuso.

L’estensione del vaccino contro il meningococco B a tutti i bambini, andrà a sanare la disparità di trattamento tra quelli più abbienti e quelli che vivono in quartieri dove la percentuale di vaccinazioni è più bassa e sono potenzialmente più a rischio di contagio.

Il calendario vaccinale prevede la somministrazione in dosi diverse, due delle quali durante il primo anno di vita, l’altra come richiamo durante il secondo anno.

La meningite è causata da un batterio chiamato Neisseria meningitis e dà come sintomi febbre, vomito, mal di testa e rigidità della nuca e sempre più spesso anche problemi gastrointestinali.

Si trasmette per contatto con le secrezioni respiratorie ed ha un’incubazione media di quattro giorni. 

Ha un tasso di mortalità tra l’8 e il 15% specialmente nelle prime 24-48 ore dall’apparire dei sintomi e colpisce solo l’essere umano, non sono noti casi tra gli animali.