Romanzo

Immaginiamo un’isola popolata da persone sommamente pigre e indolenti.

Non lavorano, non producono, cercano di riempirsi la pancia come possono raccogliendo quello che gli offre la natura.

Essendo su un’isola, non possono cercare nuove piante e nuovi frutti e pian piano la quantità di cibo diminuisce. Essendo pigri e indolenti non sanno come si costruisce una barca, non hanno studiato i venti e le maree e, soprattutto, non sono interessati a impararlo.

Però cantano e ballano e molto bene.

Qualcuno raccoglieva più frutti del necessario facendo il doppio dei chilometri giornalieri della media degli isolani, perché capiva che la cuccagna non sarebbe durata.

Ora non lo fa più perché ha paura di essere aggredito e derubato dei frutti che aveva conservato.


Si era poi diffusa la voce che chi conserva più cibo di quello che gli serve per il pasto successivo è un bastardo accaparratore e speculatore da appendere a un albero.

Troppo rischio.

La popolazione cercava di prosciugare sempre di più la natura per placare la fame.

Ma l’indolenza, la pigrizia e il disinteresse nel guardare appena più in là nel futuro continuavano a dominare. Anche se la fame si faceva sempre più dura.

Allora alcuni istituirono una milizia che regolava la raccolta dei frutti della natura, per impedire che la gente pensasse al domani anziché solo al prossimo pasto.

Il popolo fu contento e si sottopose di buon grado alla disciplina imposta dalla milizia.

Meglio poco a tutti che tanto a pochi, pensavano.

Qualcuno amico di un miliziano riusciva ad avere qualche frutto in più, con più facilità se era una bella ragazza e si concedeva al guardiano.

La pigrizia e l’indolenza non venivano comunque scalfite e se c’era qualcuno che non era più disposto ad accettare questa situazione, veniva bastonato e ridotto al silenzio.

A un certo punto un tizio ebbe un’idea.

Stiamo morendo di fame perché l’economia non gira, e non gira perché manca un mezzo di scambio, il denaro. Quindi propose di creare enormi quantità di soldi da “iniettare” in un popolo che, però, continuava a non avere voglia di lavorare, di studiare e di produrre, e non era interessato a imparare a farlo.

Non successe nulla di nulla.

Il denaro non aveva alcun valore.

E la fame aumentava.

Ora però mi sono rotto le scatole perché non sono un romanziere.

Fanculo i romanzi.

Mauro Gargaglione