Sono numeri davvero importanti quelli che accompagnano la storia dell’Aeroporto di Tenerife Sud Reina Sofia inaugurato nel 1978 e giunto già nel 2010 al passeggero numero 200.000.000, un traguardo importante per il settimo aeroporto di Spagna e secondo dell’arcipelago. Ripercorriamo la sua storia e cerchiamo di capire quale sarà il suo futuro. Siamo alla fine degli anni ‘60 quando si fa sempre più strada la necessità di un nuovo aeroporto per l’isola, visto lo sviluppo turistico principalmente al sud e le diverse problematiche dell’aeroporto “Los Rodeos” (oggi Tenerife Norte), legate alla sua ubicazione a ridosso della città de La Laguna, ubicazione che continuamente ne ostacola il corretto ampliamento, sia in termini di struttura del Terminal che per quanto concerne una pista supplementare, oltre ai problemi meteorologici (la nebbia in primis) che hanno contribuito nel marzo del 1977 a farne il teatro della più grande tragedia nella storia dell’aviazione civile con la collisione di 2 Boeing 747 sulla pista di decollo, che provocò la morte di 583 persone. Il progetto del nuovo aeroporto, a 60 km dalla capitale dell’isola, viene richiesto ufficialmente dalle istituzioni (Cabildo di Tenerife in testa) nel 1970, e diviene esecutivo nel 1973 dopo l’acquisizione dei terreni nei Municipi di Granadilla e San Miguel. La fase esecutiva del progetto, del costo di 450.000.000 di pesetas (2.704.554 Euro), comincia così a realizzarsi e, con la costruzione della torre di controllo nel 1977-78 tutto è pronto per l’inaugurazione ufficiale che avverrà il 6 novembre 1978 alla presenza della madrina ufficiale, SM la Regina Sofia, accolta dalle autorità nazionale e locali. (Anche se, in verità, il primo volo con destino Tenerife Sud fu un DC9 di Iberia procedente da Lanzarote e atterrato regolarmente alle 10.17 del 2 novembre). La nuova struttura aveva una capacità di servizio oraria di circa 3000 passeggeri e, grazie al costante sviluppo del settore turistico, nell’anno 2009 si rese necessario un importante intervento di ristrutturazione del terminal, con un ampliamento della superficie a 21.400 mq (e con un investimento di oltre 30 milioni di Euro), portando così la capacità di gestione a 4400 passeggeri l’ora.

Il numero di utilizzatori del terminal del Reina Sofia è cresciuto costantemente negli ultimi anni, sfiorando oggi i 9 milioni all’anno! Ma a differenza di ciò che accadeva nella vicina Gran Canaria, dove, a fronte di un numero di passeggeri superiore solo del 15%, non solo era attiva una seconda pista di atterraggio ma se ne progettava una terza, il Reina Sofia si trovava costretto ad un lavoro sempre ai limiti delle possibilità, considerando inoltre che veniva e viene utilizzato come atterraggio alternativo a Tenerife Norte quando le condizioni climatiche impediscono al traffico aereo le corrette operazioni di avvicinamento e atterraggio. Inizia così lo studio di un nuovo terminal e una nuova pista. Nel bollettino ufficiale statale (BOE) troviamo, con data 3 marzo 2004, la decisione della realizzazione di una nuova pista parallela all’attuale, posta 1350 mt a nord e non 380 mt a sud come inizialmente previsto (a formare una “V”).  Parallelamente ha inizio la progettazione del nuovo terminal, una struttura di 100.000 mq (!) con un edificio a 5 piani in grado di gestire sino a 7500 passeggeri per ora e che andrà ad occupare un area di 3200×60 mt (per la modica cifra di 425 milioni di Euro…), portando così il numero di operazioni possibili (decollo-atterraggio) a 96 ogni ora! Indubbiamente, per un’aeroporto con un traffico al 92% turistico, è chiaro quanto possa considerarsi di sviluppo questa realizzazione, sotto tanti profili, sviluppo che sarebbe non solo una boccata di ossigeno all’economia locale nell’immediato, ma consentirebbe un abbattimento delle tasse aeroportuali, e quindi una crescita del turismo con un apporto di indotto sempre più indispensabile per l’economia dell’isola. Ahimè le previsioni non dicono nulla di buono… Si prevede, infatti, un vero e proprio collassamento dell’aeroporto allo stato attuale entro il 2015, considerando la crescita del traffico pressoché costante degli ultimi anni, mentre non vi è ancora alcuna certezza sul probabile inizio dei lavori di ampliamento, lavori che la Presidenza del Cabildo di Tenerife nel 2004 stimava potessero avere una durata di circa 8 anni… E’ notizia di pochi giorni fa che il Governo Canario ha annunciato in Senato che i lavori necessari alla realizzazione della seconda pista e relative infrastrutture, non inizieranno prima del 2016, in quanto è ancora in corso una fase di pianificazione delle aree interessate (con un investimento di oltre 200.000.000 di euro). Una storia intrisa di promesse politiche, rinvii, forse qualche inciucio, che allo scrivente molto ricorda le tante storie simili avvenute (e che costantemente avvengono) in Italia!!! Forse è vero che “tutto il mondo è paese” ma credo e spero che tutto ciò che in realtà rappresenta questo progetto possa presto entrare nella fase esecutiva, per il giusto sviluppo che merita la nostra isola e il conseguente rilancio di un’economia locale sempre più sofferente.

(Marco Spiaggi)