Il Governo delle Canarie non investe nel turismo di Fuerteventura come dovrebbe

Intervista a Moisés Jorge, gerente del Patronato de Turismo

Si apre un nuovo periodo per il settore turistico?

Il settore turistico sta attraversando un periodo delicato contrassegnato dalle vicende della politica internazionale e da fattori macroeconomici.

L’incertezza che la Brexit sta creando nell’industria turistica e gli scenari che si potrebbero presentare se ci sarà o meno un accordo, stanno segnando un periodo frenetico che provoca confusione tra i clienti e gli imprenditori.

Da un lato ci tranquillizza il fatto che un’impresa seria e consolidata come Jet2 Holidays, il più importante operatore turistico britannico sulla nostra isola, abbia confermato un aumento di prenotazioni per il 2019 e 2020 dal Regno Unito.

Di contro l’instabilità di alcune compagnie aeree europee come Air Berlin, Small Planet, Monarch, giusto per citarne alcune, ci ha danneggiato molto negli ultimi anni.


Ciò determinerà comunque, a breve, un riordino dell’offerta e della domanda.

Il Patronato ha realizzato un Piano di Innovazione. Quali sono gli obiettivi?

Non è esattamente così.

Nel giugno dell’anno scorso, la cittadina hindu Varsha Krishnani, innamorata di Fuerteventura, chiese di incontrarmi per discutere di una serie di sue idee per creare un modello turistico molto ambizioso per la nostra isola.

L’idea mi piacque e le chiesi se fosse disponibile ad apportare modifiche a questo piano.

Passammo tre mesi scambiandoci informazioni su come migliorarlo e mesi dopo, in settembre, lo feci conoscere al Consigliere del Turismo Blas Acosta.

Proposi al Consigliere di conoscere Varsha Krishnani e di arricchire il documento con le idee di tutti i municipi, degli imprenditori e dei cittadini che avessero desiderato partecipare.

In dicembre tornammo ad incontrare Krishnani e stabilimmo un calendario da attuare.

Gli obiettivi principali sono stabilire un modello turistico sostenibile, ricco e di qualità per Fuerteventura. Un’esperienza che ci faccia contraddistinguere per competenza e che vogliamo iniziare a costruire per noi e per i nostri visitatori.

Perché bisogna motivare il turista?

I consumi stanno cambiando velocemente e la domanda chiede prodotti sempre differenti.

Dobbiamo avere chiara la visione del futuro e iniziare a preparare la nostra isola per i turisti dei prossimi venti anni. Il profilo sociologico del turista del futuro è completamente differente da quello di adesso e non possiamo rinunciare al futuro perché non siamo stati in grado di organizzarci nel presente.

I turisti non piovono dal cielo, devi trovarli e motivarli, devi dare qualità e i servizi che cercano.

Non possiamo pretendere un turismo di qualità se non siamo noi i primi ad offrirla.

Quale è il problema principale del turismo di Fuerteventura?

Io direi l’eccessiva dipendenza dai collegamenti aerei.

Siamo un’isola che dipende dai collegamenti aerei per creare connessioni con i mercati turistici più importanti. Abbiamo lavorato molto nell’ultimo anno su quest’aspetto.

Abbiamo conseguito dei risultati positivi per quanto riguarda la regolarità dei voli con le compagnie charter grazie ad iniziative come il Fondo di Sviluppo dei Voli delle Canarie o gli accordi di co-marketing che in alcuni casi abbiamo stipulato con le compagnie.

Ci ha comunque penalizzato l’assenza di investimenti importanti da parte del Governo delle Canarie all’interno del Piano delle Infrastrutture Turistiche.

Il sud dell’isola meritava un atteggiamento diverso dal momento che è il secondo municipio più importante della provincia di Las Palmas di Gran Canaria.

Credo che l’impegno dell’ente Puertos de Canarias verso Fuerteventura sia carente; Gran Tarajal, MorroJable e Corralejo hanno bisogno di personale, di servizi di manutenzione e maggiori investimenti.

A livello insulare e turistico Betancuria meriterebbe più attenzioni perché il potenziale è grande.

Tuineje avrebbe enormi possibilità di ampliare il successo del modello Playitas Resort e la sua cultura.

La Oliva con Cotillo e Parque Holandes hanno opportunità ancora da scoprire.

Antigua è un esempio di diversificazione che può crescere qualitativamente.

Puerto del Rosario è una cittadina di servizi che avrebbe spazio per uno sviluppo nel segmento MICE.

Pajara sarebbe il sogno di qualsiasi operatore turistico e sono convinto che continui ad essere una sorta di diamante grezzo.

Se non rivestissi il ruolo che ho, mi piacerebbe moltissimo occuparmi di pianificazione turistica per un municipio con le risorse e i mezzi di Pajara.

Quali sono le cause del calo degli arrivi di visitatori?

Ci sono vari fattori, tra cui un aumento di prenotazioni verso le mete concorrenti come Turchia, Egitto, Grecia, Bulgaria e Tunisia, dove il fattore prezzo è determinante e influenza i nostri potenziali visitatori e l’instabilità economica delle compagnie aeree che servono la nostra isola.

Secondo lei siamo consapevoli delle risorse che Fuerteventura ha per ottenere un turismo di qualità?

Io credo che abbiamo un leggero complesso di inferiorità in questo senso.

Continuiamo a credere che questa isola abbia tutti gli elementi necessari per essere una meta di prima qualità.

Però bisogna riorganizzare l’offerta, rendere consapevoli imprese private e pubbliche, bisogna lavorare al di là delle idee politiche o di partito per costruire una Fuerteventura migliore.

Vanno migliorate le energie rinnovabili, le nuove tecnologie, la sostenibilità.

Bisogna fare della nostra isola un polo di attrazione per investitori internazionali e far sì che marchi di livello mondiale trovino qui opportunità senza precedenti.

Non abbiamo ancora colto a sufficienza le possibilità che la vicinanza all’Africa, il nostro essere parte dell’Europa e le particolarità dell’isola offrono.

Non parlo di uno sviluppo incontrollato, ma di uno sviluppo per una Fuerteventura di cui essere orgogliosi per le prossime generazioni.

Il Presidente di Asofuer denuncia l’esistenza di un piano nelle Canarie per danneggiare lo sviluppo turistico di Fuerteventura.

E’ d’accordo con questa opinione?

Assolutamente sì.

Ha ragione. 

Gli investimenti turistici del Governo delle Canarie per Fuerteventura non sono al livello che la nostra isola meriterebbe.

Negli ultimi quattro anni il consiglio regionale del turismo non si è mai riunito a Fuerteventura con le istituzioni locali e con i rappresentanti del settore per cercare soluzioni condivise alle necessità delle infrastrutture turistiche dell’isola.

TRADUZIONE da un articolo di La Provincia