Gli elettori del nuovo secolo sono chiamati per la prima volta ai seggi il 28 aprile

Il 28 aprile votano per la prima volta più di 57 mila ragazzi nati nel 2000, il 3,3% della popolazione canaria.

Jacon San José, Daniela Falcón, Iván Rodríguez e Cristian de Jesús del IES Felo Monzón sono alcuni dei ragazzi che voteranno per la prima volta il 28 aprile.

Questi giovani nati all’inizio del nuovo millennio affrontano la nuova esperienza con un poco di nervosismo, di indecisione di fronte ai diversi programmi politici, e di disillusione verso la politica attuale.

I quattro studenti dell’istituto superiore Felo Monzon della capitale di Gran Canaria sono solo un esempio dei circa 57 mila giovani canari che si trovano nella stessa situazione.

L’appuntamento elettorale è già segnato in rosso sul calendario dei 36 milioni di spagnoli, dei quali un milione e settecentomila sono canari sia residenti che elettori a distanza.

I quattro giovani fanno parte di quel 3,3% di giovani che andranno alle urne per la prima volta.


Conoscono l’importanza di partecipare alla formazione del nuovo governo centrale e successivamente saranno chiamati a partecipare anche alle votazioni europee, locali e regionali del 26 maggio.

La prima a prendere la parola è Daniela che si è resa conto che fin quando non si vota, non si è veramente parte delle decisioni politiche.

Daniela non si è ancora informata bene, ma dice che lo farà prima del 28 aprile.

Sicuramente non lascerà la scheda in bianco perché non vuole dare la possibilità di vincere a chi non la rappresenta pienamente.

Tanto è indeciso quanto è emozionato Jacob che, scherzando, racconta della sua felicità quando il giorno in cui ha compiuto diciotto anni ha realizzato che, finalmente, avrebbe potuto votare.

Non sa cosa votare, s’informerà nei giorni a venire, ma forse si lascerà guidare dai suoi genitori.

Cristian è altrettanto indeciso perché, a suo parere, alcuni politici quando vengono eletti fanno tutto il contrario di quello che hanno promesso in campagna elettorale.

Si arrabbia quando pensa che ci sono persone che votano senza sapere a chi stanno dando la propria preferenza.

Ivan interviene sottolineando che a volte le cose vengono spiegate molto bene, ma poi non c’è corrispondenza nella realtà e Daniela, da parte sua, aggiunge che molti politici si muovono più per i soldi o per la notorietà che per il bene della gente o per dare soluzione ai problemi delle persone.

I ragazzi sono concordi nel dire che i giovani dovrebbero avere maggiori attenzioni dai politici.

I partiti, secondo Daniela, guardano agli adulti e agli anziani e troppo poco ai giovani.

Lo dimostrano le misure intraprese per alzare le pensioni o il sussidio di disoccupazione, mentre bisognerebbe che si concentrassero sui giovani che sono il futuro.

Per quanto riguarda le ideologie e le nuove formazioni politiche emergenti, Cristian pensa che la politica sia lo specchio della società e non ha paura dei partiti di ultradestra sulle cui proposte, a suo parere, la gente dovrebbe informarsi.

Ivan si mostra deciso contro i corrotti e quelli che non sanno dialogare, che secondo lui non possono guidare il paese.

Minore di tre fratelli, Ivan voterà al IES Monsenor Socorro Lantigua nel municipio di Teror, nello stesso centro dove i nonni hanno lavorato come bidelli per tanti anni e dove anche lui a volte è già entrato, ma mai per votare. Come si vota lo ha visto solo sui media e nutre molte speranze su queste elezioni.

Il suono della campanella richiama i ragazzi in classe ai propri doveri, quelli verso la democrazia sono fissati per il 28 aprile.

I canari con diritto al voto sparsi per i cinque continenti sono oltre 147 mila, i paesi dove sono più numerosi sono Venezuela e Cuba, se ne conta uno solo invece in Afghanistan.

Rappresentano l’8,55% degli elettori delle Canarie, una cifra superiore alla media nazionale dei votanti all’estero che è del 6%.

Un dato che negli ultimi dieci anni è duplicato passando dal poco più di un milione e duecentomila persone a quasi due milioni e centomila del 2019.

Gli elettori che si trovano temporaneamente all’estero voteranno per corrispondenza, mentre chi risiede all’estero deve essere iscritto al CERA, il registro elettorale degli spagnoli residenti all’estero.

Il primo passo per votare dall’estero è essere registrati al CERA attraverso il consolato corrispondente e richiedere il voto prima del 30 marzo al INE (Instituto Nacional de Estadística) inviando il modulo ufficiale alla Delegazione Provinciale dell’Ufficio Elettorale.

Una volta ricevuti i documenti, bisogna presentarli al consolato entro il 24 aprile per poter poi votare il 28 aprile.

Claudia Di Tomassi