Le fasi di adattamento ad un paese straniero (terza ed ultima parte).

Terza fase di “adattamento”:

in questa fase, che può essere raggiunta in un periodo di tempo differente, a seconda della personalità di ciascuno e dell’eventuale lavoro fatto su se stessi, l’individuo diviene consapevole della sua nuova condizione di vita ed inizia il processo graduale di accettazione degli usi e costumi della nuova cultura.


In questa fase, tuttavia,  gli atteggiamenti di insofferenza possono essere sostituiti da un “senso di superiorità” nei confronti degli abitanti del Paese ospitante.

Quarta fase di “adattamento”: in questa fase l’individuo si sente completamente a proprio agio nel nuovo contesto nel quale ha deciso di vivere, è totalmente convinto della scelta fatta.

Con l’acquisita padronanza della lingua straniera,  a differenza delle fasi precedenti, si è predisposti ad intraprendere rapporti di amicizia  con persone del Paese ospitante: si entra in sintonia con gli stessi, anche per comprendere sempre meglio il nuovo tessuto socio-culturale nel quale si è scelto di inserirsi.

In questa ultima fase, che ciascun individuo può raggiungere con una diversa tempistica, le amicizie del Paese di origine non rappresentano più, quindi, gli unici punti di riferimento in “terra straniera”…


Per concludere, a quest’ultima fase si può collegare il concetto di “Shock culturale inverso”, ossia la fase di riadattamento alla propria cultura di origine:

una volta completato, con esito positivo, il processo di adattamento alla cultura straniera, nel caso in cui, per ragioni diverse, si debba rientrare nel Paese di origine, il processo di riadattamento potrebbe essere caratterizzato  dagli stessi sintomi dello Shock culturale classico come ansia, depressione, irritabilità…

tali conseguenze, di natura psicologica, si configurano nel processo di riadattamento al propio Paese, dal quale si mancava da molto tempo.

Dott. Daniele Giangare’

Psicologo