Ragù alla Genovese

Ragù alla Genovese

Ingredienti:

Kg.1.2 Cipolle Ramate

gr. 600 Carne Girello / Lacerto

gr. 50 Sedano

gr. 50 Carota

2 Foglie D’alloro, 1 Ciuffo di Prezzemolo, 1 Bicchiere di Vino Bianco


Olio Extra Vergine

Sale Fino

Pepe Nero

Preparazione

Tagliare finemente le cipolle, egualmente il sedano e la carota, poi porre in una pentola  l’olio extra vergine, le cipolle, e farle appassire per 15 minuti circa, dopo di che aggiungere ½ bicchiere di vino bianco, le foglie d’alloro, e far evaporare il vino.

A questo punto inserire la carne e farla rosolare quanto basta, aggiungere il restante ½ bicchiere di vino, sale, pepe ed il ciuffo di prezzemolo finemente tritato.

Cuocere il tutto a fuoco lento per almeno 2 ore, rimescolando di tanto in tanto.

Ragù alla Genovese

Pasta consigliata: Pennoni, Candele, Ziti, Penne lisce.

Breve Storia

Oggi parleremo del sugo o ragù alla Genovese, anche se il nome può trarre in inganno, in realtà si tratta di una antica e popolare ricetta Napoletana, ben conosciuta in tutta la Campania ed oltre.

Notizie ci riportano alla fine del XVIII secolo, ove si narrava che cuochi Liguri trasferitisi in alcune locande del Napoletano preparassero un delizioso stufato a base di carni e cipolle, da qui; la fantasia e l’estro  dei cuochi Napoletani, tanto da elaborare e creare  un gustosissimo sugo per condire un primo di pasta ed un ottimo secondo di carne.

Da quel momento nasce la Genovese, Regina dei sughi alla tavola dei Napoletani; seconda solo al Re Ragù.

Inno alla Genovese

La dolce e soffice cipolla, incontra la colorata carota, timido il verde e chiaro sedano si unisce alla festa, l’extra vergine chiassoso da inizio alle danze; attenzione! Arriva la carne ospite d’onore, la musica sale ed il gusto si accentua, gli umori si fondono in un vortice fumante, con passo felpato giunge serioso il vino, avvolto nella sua bianca e dorata livrea, sfumando regala le sue ultime note alla festa.

E mestola, e mestola, alla terza  ora, una voce distante risuona; su, dunque, siamo pronti  a condire?

Ed il profumo inebriando risponde.

Salvatore Puglia