La Settimana Santa di Puerto del Rosario

Nella Parrocchia di Nuestra Señora del Rosario la Settimana Santa quest’anno è dedicata alle minoranze e ai bisognosi ed è introdotta da una riflessione del sacerdote e giornalista Agustin Cabrè Rufatt sulla figura di Simone di Cirene come uomo di solidarietà e carità.

“Era un uomo che fin dalla nascita aveva sempre condotto una vita laboriosa.

Arava la terra, seminava, il raccolto diventava pane.

Sapeva aspettare, ogni notte di luna piena andava a contemplare il miracolo della vita.

Nascevano i germogli e i figli e li trattava con la stessa tenerezza, tutti erano sangue del suo sangue.

Abbracciava sua moglie come se avesse voluto abbracciare il mondo intero, dalle montagne alle valli.


Per lui tutto era divino.

Una sera mentre tornava a casa, si vide costretto ad aiutare un condannato a morte.

I soldati lo costrinsero a portare sulle sue spalle larghe la croce che l’uomo che andava al patibolo non poteva più sostenere.

Simone di Cirene divenne compagno del dolore del mondo.

L’uomo che stava per essere crocefisso lo ringraziò dal fondo della sua anima umiliata e del suo corpo martoriato.

Dapprima fu solo un contrattempo per il contadino, poi, lungo il cammino per il Calvario scoprì che aiutare un uomo era più importante che dissodare la terra.

Perché il grano cresce grazie a Dio che ci ha dato il sole e la pioggia, ma l’aiuto ad un martire lo dà l’uomo a seconda della propria vocazione e in questo si gioca l’onore di essere un uomo.

Da allora Simone il Cireneo non conobbe più il riposo, l’uomo della croce per ricompensa gli aveva dato il dono della solidarietà.

Da allora va per le strade della terra lanciando semi di speranza, non c’è male nel mondo che non abbia la solidarietà di un Cireneo.

Quelli che vanno per mare alla ricerca di Lampedusa, quelli che provano a scavalcare i muri, quelli che devono abbandonare la propria terra, coloro che sono espulsi da sistemi dittatoriali che proteggono predatori di persone e della natura, quelli che sono guardati con sospetto o scherno perché appartengono a minoranze religiose, sessuali e culturali, tutti questi possono incontrare un Cireneo.

Da quel momento Simone non ha più patria né religione, né condizione sociale, politica o culturale.

Non ha nemmeno età o nome proprio, una volta si chiama Antonio Montesinos, un’altra volta Madre Teresa di Calcutta.

E’ stato una stella del cinema o un medico nei villaggi dei poveri.

Ha contratto l’ebola in Africa ed è ritornato con il volto di un vicino solidale o di una donna che cresce come suoi i figli della strada.

Vive in tutte le frontiere dove i commensali del gran banchetto dell’opulenza lasciano in miseria quelli che hanno fame.

Visita i carcerati e accompagna i funerali di chi muore solo.

Tutti quelli che hanno occhi per vedere e orecchie per ascoltare possono dar testimonianza di questo contadino trasformato in un fratello.

Nei paesi latinoamericani e nei Caraibi lo hanno visto percorrere le strade ed entrare nei tuguri, abbracciare gli infermi, difendere quelli che l’ingiustizia istituzionalizzata delle democrazie formali persegue e condanna.

Simone di Cirene è giovane e vecchio, donna e uomo, saggio e ignorante, meridionale e settentrionale, famoso e sconosciuto.

Pensa alla vita degli altri e non a se stesso tanto che potrebbe aver dimenticato che questo dono della solidarietà lo deve ad un uomo che incontrò sul suo cammino quel giorno che tornava dai campi e i soldati lo caricarono con la croce del condannato a morte.”

I riti inizieranno lunedì 8 aprile alle 20 e30 con la Celebrazione del Sacramento del Perdono.

Il 12 aprile si è tenuta la Via Crucis con Maria, occasione nella quale tutti i partecipanti hanno portare un fiore bianco da offrire alla Vergine per tutte le donne che sono vittime del dolore e della sofferenza.

Il Lunedì Santo alle 17 si è tenuto un ritiro in preparazione della Pasqua.

Giovedì Santo alle 19 verrà commemorata l’Ultima Cena e alle 22 scoccherà l’Ora Santa.

Venerdì Santo partiranno quattro processioni in vari momenti della giornata, tra cui quella solenne della Sepoltura.

Domenica di Pasqua si celebreranno le Messe solenni alle 9, alle 11, alle 18,30 e alle 20.