Ecco i programmi economici dei principali partiti in corsa alle elezioni

Siamo andati ad analizzare le principali proposte economiche dei partiti in lizza la prossima domenica per le elezioni generali.

In comune sembrano avere solo la mancanza di concretezza.

Mancano pochi giorni alle elezioni più strane della storia della democrazia in Spagna e i partiti politici hanno iniziato a presentare i programmi economici, diversi fra loro, ma sotto alcuni aspetti coincidenti.

Il fatto che, per esempio, nessuno dei 5 partiti maggiori dica dove pensa di trovare il denaro per mettere in pratica le misure che vuole intraprendere.

A grandi linee le proposte si dividono in due blocchi: PSOE e Podemos che programmano un forte rialzo delle tasse e una grande politica sociale, e PP, CS e Vox che propongono un ribasso fiscale e grandi detrazioni per famiglie, imprenditori e autonomi.

Ma cosa propongono esattamente questi cinque partiti in materia di tasse, alloggi, pensioni e mercato del lavoro? Cosa hanno in programma i partiti perché la Spagna sia più equa?


Iniziamo dal partito che governa, il PSOE.

Il programma mantiene praticamente le stesse misure che ha cercato di mettere in atto attraverso i Presupuestos Generales del Estado che non vennero approvati.

In linea generale il PSOE promette di annullare il deficit che attualmente colpisce il sistema pensionistico, ma non dice come e prevede un aumento delle imposte per i contribuenti con i salari più alti e grandi patrimoni.

I socialisti con questi aumenti delle tasse si propongono di rafforzare la progressività del sistema fiscale, aumentare l’apporto delle grandi imprese e dei contribuenti di reddito più elevato.

Il programma prevede aliquote dal 15%, per le grandi aziende, dal 18% per le aziende bancarie e petrolifere e una valutazione del 5% dei dividendi dall’estero.

Sull’occupazione, i socialisti vorrebbero ridurre a tre le principali tipologie di contratti: permanenti, temporanei e formativi, aumentando gradualmente lo SMI e impegnandosi a collegare la rivalutazione annuale delle pensioni con il CPI effettivo, nel quadro di una riforma del sistema che consenta di eliminare il deficit in cinque anni.

Nello stesso blocco di proposte fiscali si trova Podemos che propone di aumentare l’imposta sul reddito al 47% per i redditi superiori a 100.000 euro all’anno e al 55% per quelli oltre i 300.000.

Inoltre promettono un’imposta sui patrimoni che partono da 1 milione di euro.

Una mossa che dovrebbe aumentare di circa l’1% il PIL, per un importo di quasi 12.000 milioni, soldi che serviranno ad aiutare chi non può permettersi di pagare l’affitto minimo.

Per ciò che riguarda il lavoro, la proposta è alzare lo SMI a 1.000 euro e ridurre le ore lavorative a 34 settimanali senza una riduzione di paga.

Podemos, inoltre propone di abbassare l’IVA al 4% per cibo e bevande non alcoliche e al 10% per tutte le forniture di base (riscaldamento, gas, elettricità) dei consumatori più vulnerabili.

In un altro blocco di proposte, troviamo i partiti che promettono tagli fiscali.

Il PP propone uno sconto fiscale per tutti i contribuenti, suggerendo un tasso massimo sotto il 40% ed esenzioni per coloro che raggiungono il pensionamento, ma che optano per proseguire a lavorare.

La proposta alternativa è di erogare comunque l’assegno pensionistico anche a chi, una volta pensionato, svolge una attività lavorativa di altro genere.

Il PP propone poi incentivi fiscali per le aziende che si adopereranno per sviluppare la rivoluzione digitale.

Ciudadanos invece propone un abbassamento fiscale più moderato e focalizzato su famiglie con bambini che riceveranno 1.200 euro all’anno e su quel 60% di persone che vivono in zone rurali.

Anche questo partito si propone di premiare le aziende che assumono, ma non spiegano come intenderebbero fare.

Ultima Vox promette un abbassamento delle imposte intorno ai 20 miliardi, abolendo, ad esempio, la tassa sul patrimonio, quella sulle eredità e l’imposta di plusvalenza.

Ridurrà, poi, la spesa pubblica eliminando le sovvenzioni ai partiti politici e sindacati, e riducendo il numero di ufficiali e funzionari pubblici.

In tema di lavoro cambierà l’indennità di licenziamento riducendola a 20 giorni per ogni anno lavorato ed è in elaborazione un sistema misto di capitalizzazione delle pensioni.

Un’interessante lista di intenzioni, bisogna, come per tutti gli altri partiti, aspettare la spiegazione di come verranno tradotte in fatti e dove troveranno i soldi per poter portare avanti il programma.

Ecco in sintesi i punti chiave dei 5 partiti principali

PSOE

Imposte. Creazione di imposte su determinati servizi digitali, sulle transazioni finanziarie. Aumento delle imposte per i contribuenti più facoltosi.

Pensioni. Attualizzare le pensioni all’IPC reale. Riforma per eliminare il deficit in 5 anni.

Reddito minimo vitale per eliminare la povertà infantile.

Lavoro. Aumentare progressivamente il SMI, razionalizzare gli orari e riordinare le forme di contratto in tre tipologie: a tempo indeterminato, a tempo determinato e di formazione.

Reddito di base. Verrà stabilito un reddito per il quale i giovani che guadagnano poco possano affittare un alloggio.

Immatricolazione. Gratuità della prima immatricolazione nell’università pubblica e nella scuola infantile fino a tre anni.

PP

IRPF. Riduzioni fiscali a tutti i contribuenti fino a un massimo del 40%. Soppressione delle successioni, donazioni e patrimonio.

Società. La tipologia nominale viene ribassata al 20%. I disoccupati da lungo tempo che inizino un’attività saranno esentati dalle tasse per i primi due anni.

Investimenti. Incentivi fiscali per le imprese che innovano e sono in grado di attrarre professionalità.

Turismo. abolizione delle tasse sulle attività turistiche

Pensioni. detrazioni sui piani di pensione. Attualizzare le pensioni con il IPC e aumentare il calcolo a tutta la vita lavorativa. Esenzione del IRPF per quei lavoratori che non hanno raggiunto una pensione dopo l’età del congedo.

Lavoro. Fondo di capitalizzazione per recuperare quando capita un licenziamento, un pensionamento o nei casi di mobilità geografica. Un anno in più di tariffa forfettaria.

Ciudadanos

Imposte. Diminuzione delle imposte per le famiglie con figli e un 60% per le persone che vivono in campagna. Ribasso dell’IRPF e esenzione per le startup durante i primi due anni.

Lavoro. Eliminare i contratti-spazzatura, premiare le imprese che danno lavoro e licenziano meno. Ampliare la tariffa forfettaria a due anni e esenzione della quota di autonomo i due anni successivi alla nascita di un figlio.

Evasione. Ogni euro di formazione andrà ai lavoratori e non ai sindacati.

Pensioni. recuperare il patto di Toledo e rendere compatibile lavorare e prendere il 100% della pensione.

Investimenti, Sviluppo, Ricerca. Investire il 2% del PIL annuale in ricerca e sviluppo.

Autonomi. Non dovranno anticipare l’IVA per le fatture che non hanno riscosso, potranno ritardare il pagamento dell’IVA delle fatture non pagate e dopo i 60 giorni di ritardo potranno fare reclamo.

Podemos

Imposta sul reddito. Tasso massimo del 47% per i redditi di più di 100.000 euro e del 55% per quelli che superano i 300 mila euro. Imposta sui patrimoni da 1 milione di euro in su per recuperare l’1% del PIL.

Sicav. Fine dei privilegi fiscali.

Lusso IVA. IVA al 25% sui prodotti di lusso e riduzione al 4% di prodotti per l’igiene femminile.

Banca. Tassa sulle transazioni finanziarie.

Gratuità per Internet, dentista, il trasporto di giovani di meno di 26 anni, autostrade, formazione fino a tre anni, libri e materiale scolastico ed eliminazione della franchigia.

Reddito di base. 600 euro al mese per tutti.

Occupazione. Aumento della SMI a 1.000 euro, riduzione delle ore lavorative a 34 ore senza riduzione di salario e contributo degli autonomi per fasce salariali.

Bankia. Allontanare il Presidente, José Ignacio Goirigolzarri

Vox

Addio alle sovvenzioni.

Imposte. Due aliquote con tasso marginale del 22% per i redditi fino a 60.000 euro e tasso del 30% a partire da tale importo. Le famiglie possono applicare detrazioni fino a 20.000 euro.

Sussidi. Eliminazione degli aiuti ai partiti politici, sindacati e patronati.

Funzionari. Eliminazione di alcuni incarichi e funzioni. Chiusura progressiva di quelle aziende pubbliche con perdite.

Occupazione. Unificare la compensazione per il licenziamento a 20 giorni per anno lavorato. Azzeramento della quota se i ricavi non arrivano al SMI. Riduzioni del 100% quando i lavoratori autonomi sono inattivi.

Plusvalia. Eliminazione della plusvalia e revisione della IBI.

Rinnovabili. Forti investimenti per l’energia eolica e fotovoltaica.

Pensioni. Sistema di capitalizzazione mista.

Claudia Di Tomassi