Bullismo e Cyberbullismo: cosa sono e quali conseguenze comportano

Gli strumenti di prevenzione e intervento nelle scuole canarie

Dott.ssa Piera Briganti

(PSICOLOGA-PSICOTERAPEUTA)

Il 2 Maggio si è celebrata la Giornata Internazionale contro il Bullismo.

Lanzarote ha dedicato al tema l’appuntamento delle Giornate della Psicologia.

L’organizzazione, curata dal Colégio de la Psicología di Las Palmas e dall’UNED (Università Nazionale di Educazione a Distanza), ha previsto la partecipazione di protagonisti provenienti da differenti ambiti, da quello clinico a quello investigativo e legale, che hanno parlato delle misure presenti sul territorio canario.


Alle Canarie, tutti i centri educativi sono obbligati ad avere un piano di convivenza e un protocollo di intervento contro il bullismo.

Pertanto le famiglie che sono a conoscenza o hanno il sospetto che il proprio figlio/a stia subendo bullismo sono invitate a segnalare la situazione al centro educativo, sollecitando la messa in atto del protocollo di attuazione del centro.

Il piano di convivenza scolastico è regolato a norma di legge ed il  protocollo è ispirato al modello finlandese KiVa, che ha dimostrato la sua efficacia in diversi studi.

Sul sito del Gobierno de Canarias, alla voce educación, è possibile consultare il Decreto 114/2011.

Nelle scuole è presente una figura professionale, il tutore/mediatore, dedicata alla risoluzione dei conflitti tra gli alunni.

Spesso si tratta di un insegnante con una formazione specifica in materia di pedagogia o psicologia.

Una delle funzioni del tutore è quella di segnalare alla direzione scolastica le situazioni a rischio per permettere l’intervento tempestivo ed il ripristino di un equilibrio, con il minor danno possibile per tutti.

Come riconoscere se tuo figlio sta subendo bullismo:

Accade spesso che i ragazzi non confidino agli adulti che stanno vivendo un periodo difficile a causa di altri coetanei a scuola. 

In questi casi è possibile scorgere dei segnali di disagio, più o meno specifici: uno stato generale di allerta, la presenza di paure e stati d’ansia apparentemente immotivati, difficoltà nel sonno, incubi o cambiamenti nel profitto scolastico,  per nominare i più comuni.

Affinché il ragazzo/a si confidi con la famiglia o gli insegnanti, è necessario che possieda la capacità di chiedere aiuto.

Questa abilità può essere costruita in una relazione di attaccamento sicuro con i propri figli, connotata dalla sintonizzazione affettiva, dal calore e dall’esercizio dell’empatia.

Tutte queste abilità relazionali dovrebbero essere esercitate sin dai primi anni di vita, affinché possano esercitare la loro funzione “cuscinetto” di fronte ad esperienze stressanti successive, lungo l’intero arco di vita.

Il clima del segreto, così come il vissuto di impotenza, possono infatti acuire il danno provocato dal bullismo al senso di identità del ragazzo/a che ne è vittima.

Cos’è il bullismo e quali sono i rischi connessi:

Il bullismo, in spagnolo acoso escolar, consiste in atti di intimidazione e abusi, sia fisici che  psicologici, in forma continuata nel tempo, perpetrati da una o più persone ai danni di un ragazzo/a.

L’intenzione degli “aggressori” è quella di umiliare o sottomettere la vittima prescelta.

Secondo alcuni studi condotti in Spagna, si osserva un rischio più elevato di esserne vittima in base ad alcune caratteristiche fisiche, alla provenienza culturale, all’orientamento sessuale.

L’età di prevalenza maggiore si situa intorno ai 10 anni, con una preoccupante tendenza verso il basso, anche tra bambini di 7-8 anni.

Le motivazioni possono essere slegate dai fattori citati, e assumere carattere di banalità, come un nuovo taglio di capelli o il colore dei pantaloni.

Fra i banchi di scuola le forme più comuni di bullismo riguardano: l’aggressione verbale, le prese in giro, gli insulti, gli slogan offensivi; la minaccia, il ricatto per ottenere denaro o altri beni;  l’esclusione dal gruppo dei pari; nei casi più gravi si registrano aggressioni fisiche o molestie sessuali.

Le conseguenze sulla salute mentale e fisica dei ragazzi coinvolti possono variare ampiamente, sia a breve che a lungo termine.

A breve termine le  manifestazioni o sintomi che possono registrarsi sono stati d’ansia, irrequietezza, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno.

Tutte queste producono conseguenze sul piano del rendimento, generando una spirale in cui il ragazzo/a percepisce una frustrazione al senso di autoefficacia ed autostima.

A lungo termine, senza un intervento di supporto che aiuti l’integrazione di questi episodi all’interno della storia personale, è possibile che queste esperienze restino non elaborate, congelate all’interno di memorie di tipo emozionale.

Le conseguenze variano da un generale senso di insoddisfazione, a condizioni psicopatologiche come depressione, disturbi dell’alimentazione, comportamenti a rischio.

Le umiliazioni, le prese in giro oppure l’isolamento, sono tutti episodi stressanti, che possono rappresentare veri e propri traumi relazionali.

A differenza di eventi traumatici improvvisi e imponderabili, come i terremoti o gli incidenti d’auto, i traumi relazionali sono spesso di minore entità, ma non per questo l’impatto sulla personalità è trascurabile, soprattutto quando sono ripetuti nel tempo. 

Non dobbiamo dimenticarci che non sono solamente le vittime ad essere esposte ad un rischio: anche chi compie atti di bullismo può subire seri danni all’identità, imparando che stare in relazione con gli altri significa usare la prepotenza e la violenza, e non la cooperazione ed il rispetto.

Cos’è il Cyberbullismo:

Di pari passo con la diffusione delle nuove tecnologie, si è sviluppata una forma ancora più insidiosa di bullismo, che si differenzia per l’utilizzo delle nuove tecnologie come mezzo di intimidazione.

Tipicamente si assiste alla divulgazione di immagini o meme (da Wikipedia: Un meme di Internet è un’idea, stile o azione che si propaga attraverso Internet, spesso per imitazione, diventando improvvisamente famosa.) allo scopo di umiliare, deridere e ghettizzare la vittima.

Possono essere creati canali dedicati all’offesa e alla derisione, dove sia i responsabili che altri “osservatori” condividono immagini, stralci di conversazioni, informazioni private della vittima al solo scopo di causargli un danno.

Tutte queste condotte sono facilitate dalla percezione di impunità e anonimato, che sfociano in un livello di aggressività molto elevato.

Moisés Vilches Rubio, Guardia Civil specializzato nell’indagine sui crimini informatici, spiega come il cyberbullismo non abbia limiti temporali né di diffusione, a differenza del bullismo all’interno delle aule, che è limitato all’orario di scuola.

Il consiglio della Guardia Civil in caso di sospetto di Cyberbullismo è di recarsi al posto di polizia della propria città e denunciare il fatto.

Questi comportamenti sono a tutti gli effetti dei reati, di cui a rispondere sono le famiglie oppure il minore stesso.

A chi rivolgersi per ricevere aiuto:

Esistono diversi canali cui fare riferimento per ricevere aiuto e informazioni nei casi di bullismo e cyberbullsimo.

Numero di telefono gratuito contro l’acoso escolar: 800 007 368, dal  lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 20:00.

All’indirizzo di posta elettronica: [email protected]

Numero di telefono gratuito dedicato al cyberbullismo: 900 116 117

Sito Internet  segura for Kids: www.is4k.es/ayuda