MARCO BONATI, candidato per il PSOE a Tias

32 anni bresciano, ha iniziato attività politica a 16 anni militando nei DS, per poi ottenere nel 2006 con la sinistra giovanile un incarico nella Direzione Regionale Lombardia come responsabile lavoro, poi candidato come consigliere per la provincia di Brescia nel 2009.

Deluso dalla politica italiana la abbandona, senza però perdere la passione e gli ideali che lo accompagneranno anche fuori dal paese.

Nel 2017 arriva a Lanzarote dove comincia a lavorare in un pub in Puerto del Carmen integrandosi nella comunità irlandese/britannica.

Decide di iscriversi al Partito Socialista ed entra in contatto con la Segretaria Insular e Alcaldesa di San Bartolomé, María Dolores Corujo  (oggi candidata alla presidenza del Cabildo) che lo presenta  alla segreteria del PSOE in Tias.

Dopo aver partecipato all’attività di partito, il PSOE decide di inserirlo al numero 13 nella lista per le municipali di Tias a sostegno del candidato alcalde Josè Juan Cruz Saavedra.

Ha scelto il PSOE, come afferma, perché è un partito a livello nazionale e ha più possibilità di influire sulle politiche generali.  Ad esempio uno dei punti del programma elettorale è l’apertura del centro de salud in Puerto del Carmen. 


Per renderlo possibile è necessario modificare il “mapa sanitario” regolato a livello nazionale e regionale, è quindi naturale che un partito con un respiro nazionale abbia una maggiore capacità di intervenire in questo senso  rispetto a realtà locali.

La sinistra spagnola ha un comportamento più coerente con l’ideologia che rappresenta, e i risultati elettorali lo dimostrano. E’ organizzata e collaborativa, ha senso di appartenenza e sente il peso del ruolo storico che ha avuto all’interno del paese, insomma non ha nulla a che vedere con quello a cui siamo abituati.

Parlando delle Canarie, ciò che ho potuto notare personalmente nel rapporto quotidiano con il partito, è la grande umiltà dei candidati sempre disponibili al confronto e al dialogo, e il notevole impegno delle donne, abissale differenza con un paese come il nostro che ha dovuto introdurre le quote rosa per garantire una minima partecipazione delle donne all’attività politica.

L’elettorato spagnolo si è dimostrato abbastanza omogeneo, il PSOE ha ottenuto circa il 30% ed è il primo partito in Spagna, credo che anche nelle elezioni del 26 maggio il risultato sarà positivo.

Se il PSOE vincesse nella maggior parte dei municipi sarebbe più facile stabilire delle linee guida tra le amministrazioni. Armonizzando l’operato dei vari municipi si riuscirebbe ad evitare le disparità di trattamento, come accade ad esempio per le concessioni delle licenze, oltre ad avere un filo diretto con il Cabildo e il Congresso Nazionale e l’Europa: infatti lo stesso giorno voteremo anche per la composizione del Parlamento Europeo, il peso in Europa è fondamentale per lo stanziamento di molti fondi comunitari.

Come tutti i connazionali sull’isola, anche io ho dovuto superare la diffidenza iniziale verso “Los Italianos”.  Personalmente il mio obiettivo è quello di facilitare i rapporti tra cittadini espatriati e l’amministrazione pubblica, avvicinando chi è arrivato sull’isola a chi vi è nato. 

Spero di poter rappresentare tutta la cittadinanza e non esclusivamente gli italiani, seppur ovviamente quest’ultimi avranno un canale privilegiato per affinità linguistica e culturale, come anche gli Irlandesi con i quali lavoro e ho contatti quotidiani.

Il mio impegno sarà nel favorire l’integrazione il più possibile e spero di poter contribuire alla realizzazione dei vari punti del programma come la costruzione della  nuova stazione della Policia Local in Puerto del Carmen, la sistemazione dell’avenida, ristabilire un ufficio per l’attenzione allo straniero nella zona del porto e promuovere l’assegnazione di maggiori fondi per i servizi sociali.

Lanzarote è un piccolo centro, Tias è un municipio con 14.000 abitanti di cui la metà stranieri, molti di lingua inglese.

L’idea è quella di fornire uno strumento alla cittadinanza per interloquire e dialogare con l’amministrazione superando per quanto possibile la barriera linguistica che sia italiano o inglese.