Gran Canaria può andare verso le energie rinnovabili sfruttando il sole, il vento e il calore che ha

Il fatto che Gran Canaria ancora dipenda dai carburanti tradizionali nonostante le ore di sole e il vento con picchi record annuali risulta assurdo.

Non bisogna abbassare la guardia perché sorgeranno ostacoli e limitazioni alla diffusione delle energie rinnovabili benché di fatto esistano le tecnologie necessarie e gli investitori siano pronti.

Il problema è burocratico tanto che bisogna aspettare 5 anni per vedere un aerogeneratore installato.

Queste considerazioni sono contenute nel documentario “Gran Canaria, rivoluzione rinnovabile” proiettato alla presenza di più di 450 persone tra cui una decina di esperti e rappresentanti pubblici, nel salone dell’Università. 

Al termine si è tenuto un dibattito alla presenza del Presidente del Cabildo Antonio Morales e dell’omonimo ingegnere Jorge Morales, ai quali si sono sommati altri spettatori in videoconferenza a dimostrazione del grande interesse che riscuotono le energie rinnovabili e il tema di una transizione energetica per Gran Canaria.

Ci sono grandi difficoltà tra cui la situazione dell’aeroporto, per esempio, dove nonostante esista una tecnologia più moderna per garantire la sicurezza aerea, dallo Stato non vengono fatte modifiche e s’impedisce l’installazione di aerogeneratori, ha affermato Antonio Morales, che ha ricordato che produrre energia alle Canarie costa quasi 1.300 milioni di euro più che nella Penisola.


L’ingegnere Julieta Schallemberg ha ripercorso la storia dell’energia delle Canarie che altro non è stata che la storia di una dipendenza, dopo che le isole sono passate dall’autonomia all’importazione, dal carbone al petrolio considerato più facile da trasportare e a maggiore potenziale di calore.

Secondo Jorge Morales le ragioni per cui si dovrebbe fare il salto verso le energie rinnovabili, sono che queste ultime non necessitano di trasporto e hanno un’efficacia superiore.

L’ingegnere non ritiene altresì possibile che cinque compagnie abbiano in mano i prezzi dell’energia, quando ogni abitazione potrebbe avere il proprio pannello solare e si potrebbe beneficiare di una vera democratizzazione energetica.

Il 10% della popolazione spagnola non può pagare la bolletta della luce e questo con l’autoconsumo non avverrebbe.

Avere pannelli solari genera benefici che sono indubbi a livello economico e, ha aggiunto Morales, bisogna guardare alla Norvegia, ad esempio, che si prepara a realizzare voli nazionali con aerei a energia rinnovabile.

Antonio Morales scherzando sulle ore di sole in più che la Germania ha rispetto alle Canarie, ha sottolineato che più della metà delle energie rinnovabili che si produce in quel paese viene generata dai pannelli solari posti sulle abitazioni, ragion per cui una delle scommesse del Cabildo è l’autoconsumo in abitazioni e aziende.

Raggiungere la diffusione delle energie rinnovabili è un problema politico, di volontà di farlo, sottolinea l’ingegner Roque Calero, mentre Juana Gonzalez, direttrice di Energyhub aggiunge che tutti i partiti di Catalogna hanno raggiunto un accordo per la transizione energetica e questo tipo di accordo è l’unico che può dare sicurezza giuridica.

E’ un consenso che alle Canarie non è stato dato dal momento che l’Osservatorio Regionale dell’Energia, per esempio, incorpora le aziende elettriche, del gas e del petrolio e solo due aziende del campo delle energie rinnovabili.

Uno squilibrio che mal si concilia con la transizione e democratizzazione.

Gli investitori non chiedono aiuti, ma solo che le difficoltà burocratiche siano appianate.

In Spagna, al contrario di altri paesi, non è consentito riversare nella rete l’energia prodotta in eccesso, molte imprese sono state rovinate dalle imposte e il paese è stato portato di fronte ai tribunali internazionali, ha ricordato il consigliere all’energia Raul Garcia Brink che ha aggiunto che il Cabildo ha dovuto cominciare da zero perché non esisteva un dipartimento per questa transizione, è stata creato un consiglio e che il Consiglio Insulare dell’Energia ha firmato il Patto dei Sindaci di Europa, ha fatto installare la rete di ricarica per le auto elettriche e la Centrale Chira Soria.

Il responsabile alle Infrastrutture della Rete Elettrica Daniel Perez afferma che Chira Soria è probabilmente l’opera d’ingegneria più complessa al mondo, con una cavità nella quale potrebbe entrare la Cattedrale di Santa Anna e che collocherà Gran Canaria all’avanguardia internazionale e permetterà l’ingresso delle energie rinnovabili con criteri di sicurezza e flessibilità finora sconosciuti.

A questo si somma che gli aerogeneratori attuali producono quanto quindici di quelli vecchi per cui il territorio potrà avere maggiori vantaggi.

I pannelli solari stanno raggiungendo ottimi livelli di versatilità, il ché permette di collocarli sui tetti e su quasi tutte le superfici.

Per non parlare delle vernici che generano direttamente energia e che il Cabildo sta studiando nell’ambito dell’energia geotermica.

Se verrà confermato che è sfruttabile, il calore della terra sarà essenziale nella combinazione delle diverse energie rinnovabili insieme all’introduzione delle auto elettriche.

Non è solo un problema ambientale, ma anche di salute.

A partire dal 2020 ci sarà un vero boom di auto verdi, le case automobilistiche hanno capito che i carburanti tradizionali non hanno futuro e stanno dismettendo la produzione.

A Gran Canaria il problema non è l’autonomia, bisogna indirizzare gli sforzi in modo che si possano ricaricare le auto lungo la via pubblica e la rete di ricarica del Cabildo si arricchisca di nuovi punti in ciascun municipio e non ci sia bisogno di un garage per usufruire dell’elettricità e Gran Canaria possa arrivare a zero inquinamento.

Il gas viene ormai considerato non necessario come fonte di energia e lungi da essere un elemento di transizione, è un ostacolo per le rinnovabili.

Fa parte di una tecnologia ormai obsoleta nata nel XX secolo e ormai lo Stato va verso l’eliminazione definitiva, anche se non è del tutto escluso il rischio di un ritorno in auge.

Con il sole, il vento in abbondanza, l’acqua e il calore della terra, la tecnologia che avanza e gli investitori interessati alle energie rinnovabili, il futuro di Gran Canaria punta in quella direzione e benché i grandi gruppi faranno il possibile per frenarlo, la battaglia va quanto meno iniziata.