Una gita al Pozo de las Nieves

E’ l’anno 1694 e nel punto più alto del Pico de Las Nieves un gruppo di soldati scava per ordine del Cabildo un gran buco nella terra che diventerà il Pozo de las Nieves, il primo nevaio di Gran Canaria.

Fino a cinque anni dopo, nel 1699, quando si costruisce il secondo, conosciuto come “il piccolo pozzo”, il Pozzo delle Nevi è l’unico posto nell’isola che fornisce di ghiaccio la popolazione, in un mondo senza frigorifero.

Ogni inverno in cui nevicava, decine di lavoratori, alcuni dentro il pozzo e altri fuori, riempivano i due pozzi, per poi tagliare il ghiaccio.

Caricato nelle borse, coperto con paglia e coperte, era trasportato sui muli per poi essere depositato, dopo sei ore di arduo cammino, nel secondo nevaio, che aveva costruito il Cabildo.

Da lì se ne distribuiva una parte agli aventi diritto, e un’altra da vendere in strada.

Il ghiaccio, che a volte riusciva ad arrivare “vivo” all’inverno seguente, era il rimedio per la febbre del colera, per la meningite, per alleviare i dolori di un osso rotto, per calmare i gonfiori e, naturalmente, era anche un dolce quando si aggiungeva il succo.


Un mare di pinete, ripopolate negli anni ’50, Los Llanos de la Pez y Pargana, precede il mare blu dell’Atlantico.

Tra di loro c’è uno scenario montuoso che, in un susseguirsi di piani, segna la sequenza del rilievo insulare.

Il Pico de Las Nieves deve, appunto, il suo nome alla vicinanza di tre pozzi costruiti a partire dal XVII secolo, per immagazzinare la neve caduta in inverno, ai margini inospitali della Caldera di Tirajana, in un terreno vicino al luogo che chiamano “La Gorra”, nella zona oggi conosciuta come “Mesa del Cuervo”.

Tutto questo territorio fa parte della Riserva Mondiale della Biosfera di Gran Canaria, dichiarata dall’UNESCO il 29 giugno 2005.

Toponimo chiaramente legato al luogo con la più alta frequenza di nevicate nel corso dei secoli e agli usi che la neve ha avuto nell’antichità.

La neve veniva raccolta con pale di legno e cesti di vimini, creando vere e proprie montagne di neve accanto ai pozzi, in maniera che poi veniva collocata in file in cassette rettangolari di legno o di sughero separate da strati di paglia, che venivano poi compattate.

Nel mese di giugno sarebbero stati trasportati a cavallo nella “ghiacciaia” della Cattedrale della città.

Il primo pozzo costruito dal Cabildo fu chiamato il “pozo grande” e non solo per le sue dimensioni ma perché era il più ottimale, perché il secondo costruito nel 1699, chiamato “Los Canónigos”, era conosciuto come il “piccolo o piccolo pozzo” costruito a La Retamilla.

C’era un terzo pozzo di proprietà della Real Audiencia de Canarias che era in funzione nel 1702 e fu costruito a Roque de la Salvia, più ad ovest degli altri due.

Bina Bianchini