Il settore della costruzione trascina l’economia delle Canarie

Il turismo, da diverso tempo volano dell’economia delle Canarie, ha lasciato il posto al settore delle costruzioni che attualmente contribuisce maggiormente allo scenario dell’Arcipelago, appesantito dallo spettro Brexit e dalla recessione del mercato tedesco.

Il settore delle costruzioni, benché in forte rilancio, deve in ogni caso affrontare due difficili sfide, costituite dallo sviluppo di competenze maggiormente professionali e dallo svecchiamento di un ambito che per lungo tempo ha a sua volta attraversato fasi di profonda crisi.

Il presidente della Federación Provincial de Entitades de la Construcción (Fepeco), Óscar Izquierdo, ha giustificato la peculiare resistenza del settore con il suo continuo operare nella direzione dell’innovazione e dello sfruttamento di nuove tecnologie.

Quello delle costruzioni, precisa, sembra essere il settore che oggi sta maggiormente recuperando dagli errori e dalle carenze del passato, senza però lasciarsi contagiare da un ottimismo che, ancora, non rispecchia del tutto la situazione attuale.

Le opere civili infatti, sebbene siano state oggetto di miglioramenti nel volume delle offerte, navigano ancora nell’incertezza politica e di bilancio; le gare d’appalto, ad esempio, dovrebbero essere basate su una strategia pubblica ben pianificata per la creazione e la conservazione di infrastrutture per le quali occorre una certa vocazione di continuità.

I nuovi permessi di costruzione per opere a uso residenziale hanno invece già registrato un aumento del 24,7% rispetto all’anno precedente e nel 2018 si è registrato un aumento del 10,3% dei mutui sulle case rispetto al 2017.


Il settore delle costruzioni, puntualizza Izquierdo, nel 2018 non solo è reso protagonista della creazione di nuove imprese, ma ha promosso attivamente l’occupazione, con un aumento del numero di lavoratori iscritti alla previdenza sociale del 6,7%.

Dal 2015 sono stati osservati tassi di variazione positivi ma solo nello scorso anno i dati hanno raggiunto numeri vicini a quelli record del 2012.

Alla luce di tutto questo il presidente rinnova l’invito a tutti gli operatori del settore delle costruzioni di unirsi per vincere le due sfide prioritarie, ovvero la professionalizzazione e il ringiovanimento della forza lavoro.

Circa il primo aspetto, la percentuale dei lavoratori con livello di istruzione primaria o inferiore è stata ridotta negli ultimi dieci anni in modo considerevole; questo lascia intendere che sebbene l’industria delle costruzioni stia aumentando la propria attività, non consente più a lavoratori senza specifica qualifica di accedervi, aumentando i requisiti professionalizzanti quali condicio sine qua non per poter essere assunti.

In relazione alla seconda grande sfida, il ringiovanimento della forza lavoro, i dati sono ancora preoccupanti: dieci anni fa la percentuale di giovani al di sotto dei 35 anni impiegati nel settore era del 42%, mentre nel 2018 è stata solo del 18%.

In breve vi è stato un aumento del numero di occupati di età superiore: il settore sta quindi invecchiando, conclude Izquierdo, e questo sarà il problema più difficile da risolvere.