Questo mese l’arca del mistero porta a conoscenza dei lettori un luogo perfetto per la notte di Halloween, un hotel in cui alcuni clienti risiedono da molti moltissimi anni, la Finca de la Raya.

Questo hotel rurale si trova in una zona tranquilla e solitaria, circondata da una fitta vegetazione composta da draghi centenari e da piante provenienti dal Sudamerica. Dagli archivi storici si scopre che dopo la conquista di Tenerife, intorno al 1500 alcuni coloni genovesi si stabilirono in una zona considerata da tutti “inhóspita” per la sua aridità, nel territorio guanche di Goymar,  vicino ai barranchi di El Rio e Badajoz, oggi conosciuta come Güimar. In poco tempo il paesino iniziò a fiorire e la sua terra, coltivata dai genovesi, a dare buoni raccolti, tanto che il conquistatore di Tenerife Francisco Vargas si interessò della zona e ne divenne proprietario, costruendo la sua residenza, Casa Vargas, conosciuta ancor oggi come finca de la Raya.

Questo edificio, diventato successivamente un albergo, è il quarto più vecchio dell’isola, risale appunto al periodo intorno alla fine del 1500, come si può evincere dalle caratteristiche stesse dello stabile che, grazie alle accurate opere di ristrutturazione nel corso dei secoli, hanno permesso di conservare l’antica bellezza storica e architettonica. Questo luogo così antico è stato al centro di leggende e spesso meta di viandanti piuttosto particolari. Al primo piano dell’edificio le stanze danno tutte su di un corridoio molto lungo, pavimentato in legno e costeggiato da grandi vetrate, qui spesso i clienti hanno sentito passi lungo il corridoio pur non essendoci nessuno. I proprietari stessi raccontano di aver sentito il rumore di persone che correvano anche quando al piano non vi erano ospiti e le porte erano chiuse, ed escludono assolutamente che potesse trattarsi del rumore del legno dilatatosi per gli sbalzi termici. I racconti narrano che all’inizio del ventesimo secolo la struttura era utilizzata come ricovero per infermi di malattie polmonari, e in una delle stanze di questo piano era alloggiata una pianista che si innamorò del proprietario della casa di cura, che però non ricambiava il sentimento, questo la portò ad una depressione tale da suicidarsi lanciandosi da una delle finestre.

Al secondo e ultimo piano si apprezza un arredamento molto antico rimasto integro nei secoli, e vi si trova un’altra stanza circondata dal mistero, con una piccola finestrella affacciata sul mare e un piccolo bagno. La leggenda vuole che questa fosse la dimora di una signora rinchiusa lì dal marito. Un giorno riuscì ad scappare, ma correndo  cadde dalla scala, che ancora oggi costituisce l’unico accesso al piano, morendo sul colpo.

Vari clienti dell’hotel a cui il destino assegnò la stessa stanza, completamente all’oscuro della vicenda, affermano di aver visto apparire lo spettro di una donna con i capelli lunghi e neri e una camicia da notte bianca seduta sul bordo del letto, che guardava malinconica attraverso la finestrella, sembrerebbe addirittura che vi sia una foto che immortala una strana figura evanescente, ben custodita dagli attuali proprietari. Vari testimoni affermano aver visto oggetti quali vasi e piatti muoversi da soli dai tavoli e cadere a terra, alcune finestre aprirsi all’improvviso, pur essendo state bloccate con un fermo metallico. Nelle varie investigazioni portate a termine da vari gruppi scientifici e spiritistici locali, nazionali ed internazionali sono apparse varie sfere luminose che si muovevano per le stanze e mandavano in tilt i sensori di movimento, oltre a sbalzi improvvisi di temperatura e alcune psicofonie (voci metalliche non ben definite). Fino ad ora però l’unico dato certo che si ha è che questi fatti succedono realmente nella casa, ma nessuno ha potuto dare spiegazioni razionali e concrete di  cosa possa causarle. L’albergo ancora oggi è in funzione, restaurato mantenendo alcuni antichi arredi ed immerso in un ambiente naturale e rigoglioso. Chi avrà il coraggio di visitarlo e di fermarsi almeno una notte?

Loris Scroffernecher