Canarie e turismo britannico: le previsioni per questa estate

Secondo Turespaña, questa estate le prenotazioni degli inglesi hanno subìto un calo pari all’1% che si riflette sulla Spagna in percentuale del 36,7%.

La relazione prospettica trimestrale preparata da Turespaña e relativa alla stagione estiva (da aprile a ottobre), non solo evidenzia il calo dei britannici su Canarie e penisola, ma anche sulle Baleari (-5%).

Nonostante l’aumento dell’11,3% dei posti aerei a disposizione per il mercato del Regno Unito durante l’inverno, la capacità aerea per questa estate mostra un lievissimo aumento (0,8%), con quasi 150.000 nuovi posti, tale che alla fine del 2019, presumibilmente, la riduzione della capacità aerea diventerà pari a 1,1 milioni di posti.

In quanto a numero di turisti, in Spagna i britannici aumentano dello 0,2% e i pernottamenti in hotel (solo nel periodo marzo – giugno) dello 0,9%, così come aumenta la spesa del 4,3% su territorio nazionale.

Il calo è spiegato dal recupero veloce di paesi come Turchia (+31%) ed Egitto (+28%), nonché dalla riapertura della Turchia, sebbene le quote di mercato di questi siano ancora molto inferiori rispetto a quelle spagnole.

Turespaña, oltre a mettere in evidenza il calo di presenze britanniche, si concentra su quello generale dei paesi europei, come Portogallo (-7%), Italia (-5%) e Francia (-2%), così come sulla perdita del 2% delle prenotazioni delle crociere rispetto alla scorsa estate.


E considerando che le prenotazioni vengono fatte con largo anticipo, soprattutto dai britannici, la situazione non è rosea, visto che secondo Turespaña l’impatto del fenomeno Brexit non si sia ancora manifestato pieno nell’economia reale.

Già il 2018, come emerge dai dati pubblicati dall’Ufficio Nazionale di Statistica della Gran Bretagna, ha visto un calo dei viaggi all’estero da parte dei britannici pari all’1,2% rispetto alla percentuale relativa al 2017.

L’evoluzione della spesa britannica è ovviamente molto condizionata dalla sterlina e dal suo rapporto con l’euro, che ha raggiunto i minimi storici nel corso dell’ultimo anno; la svalutazione della moneta della Regina colpisce in realtà tutte le destinazioni allo stesso modo, anche se attualmente le mete del Mediterraneo risulterebbero più convenienti.

A crescere a dispetto della recessione è il mercato tedesco, che per questa estate (tra marzo e giugno) è aumentato di un +6,7%, della spesa stimata (+5,8%), a fronte in ogni caso di un calo dei pernottamenti (-8,1%).

Turespaña in particolare osserva che i pernottamenti del turista tedesco sono l’unico parametro che diminuisce ogni mese, registrando il record ad aprile, quando sono diminuiti del 13,1%.

Ma le previsioni, in questo caso, sono ottimistiche: pare che il 24% dei turisti tedeschi intenda viaggiare e spendere di più nel 2019, e la Spagna continua a detenere lo scettro in quanto a destinazione preferita, seguita dall’Italia, dalla Turchia e dall’Austria.

Nella prima parte della estate 2019 la Spagna riceverà inoltre circa 30,5 milioni di turisti internazionali, per un incremento pari al 5,7% e con un aumento della spesa pari a 5,6%, ovvero superiore ai 31milioni di euro.